Sileri: "Ora indagini sui dati falsi al Billionaire"

Il viceministro: atterrito che i clienti abbiano mentito. Phi Beach chiuso: test ai dipendenti

Sileri: "Ora indagini sui dati falsi al Billionaire"

E adesso è tempo di j'accuse. L'un contro l'altro armati. Di parole, di denunce, di minacce di inchieste. Colpa dei turisti che non sono stati a casa. Colpa delle discoteche. Colpa dei traghetti. Colpa di chi non fa rispettare le regole. Perché in Sardegna nessuno ci sta a essere accusato di aver traghettato l'isola da Covid-free alla regione con il piú alto incremento di contagi in Italia, 21 ogni 100mila abitanti, ai quali si aggiungono i positivi inconsapevoli già tornati in «continente». E i 57 di ieri, 24 in ospedale, 2 in terapia intensiva, 542 in isolamento domiciliare. Una cartina geografica che si sta riempiendo sempre più di bandierine-virus, con casi a Nuoro, Carbonia, Sassari, Oristano, Cagliari, pure carabinieri, personale sanitario, calciatori delle squadre locali.

I riflettori sono ancora puntati là dove tutto è (ri)cominciato, sulla Sardegna Smeralda dove per timore del Covid lo Yacht Club ha già annullato le regate Maxi Yacht Rolex Cup e Rolex Swan Cup, due prestigiosi appuntamenti velistici in calendario a settembre. «Occhio di bue centrato in particolare sulle discoteche: «Ci sono stati più infetti nel locale di Briatore che nell'hotspot di Lampedusa», commenta il ministro per il Mezzogiorno e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano. Ed è proprio sul Billionaire che ieri si è riaperta la querelle del tracciamento dei possibili positivi asintomatici: sfogliando i registri delle presenze per risalire ai circa 10mila clienti nel locale tra il 1° e il 17 agosto, si è scoperto che moltissimi avevano fornito nomi e telefoni taroccati per non essere rintracciati. «Rimango atterrito dal fatto che siano stati dati numeri e generalità falsi. Significa non avere la testa rivolta agli altri. Non so come verranno rintracciati questi soggetti, spero attraverso la carta di credito. La Procura aprirà un'inchiesta», tuona Pierpaolo Sileri, sottosegretario al ministero della Salute, ai microfoni di Radio Cusano Campus. Non sapendo, forse, che sull'isola sono rarità i ristoranti e i locali che chiedono nome e telefono ai clienti, che hanno menu in versione Qr code o usa-e-getta e che igienizzano i tavolini tra un cliente e l'altro. Eppure nell'estate più corta che la Costa Smeralda ricordi, dove dopo Billionaire e Sottovento si spegne in anticipo anche l'insegna del Phi Beach, discoclub di Baja Sardinia, con tampone per tutti i dipendenti, c'è chi continua a ballare: 20 persone tra i 19 e i 59 anni sono state denunciate dai carabinieri per aver trasformato una villa di Porto Rotondo in una discoteca, ballando senza distanziamento e senza mascherina. Come sul Titanic.

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