Da lunedì 24 ore di sciopero in tutti i siti ex Ilva. Lo hanno annunciato Fim, Fiom e Uilm al termine del tavolo a Palazzo Chigi. “L’incontro di oggi non ha sortito le soluzioni che noi abbiamo posto sul tavolo. L’unica certezza è che a metà di novembre rischiano di andare in cassa integrazione tutte le lavoratrici e lavoratori e per questa ragione abbiamo deciso unitariamente di dichiarare 24 ore di sciopero per ogni turno in tutti gli stabilimenti, perché riteniamo indispensabile non soltanto avere incontri per ottenere ammortizzatori sociali. Noi siamo venuti qui per ottenere investimenti, lavoro, salute e sicurezza”, ha spiegato il segretario della Fiom Michele De Palma.
“L’unica certezza ad oggi è la cassa integrazione ma non può essere l’obiettivo”, ha detto il segretario della Uilm Davide Sperti. “È vero che hanno predisposto un decreto per evitare i licenziamenti nell’indotto e un elemento di integrazione al 70% per la Cig ai lavoratori diretti, ma si sta prospettando una chiusura dal 15 novembre, non solo le aree a caldo ma anche quelle a freddo, e questa è una situazione per noi non sostenibile”.
