La prima frana di Niscemi è stata nel 1997. Eravamo in pieno governo Prodi. L'Ulivo diede all'Italia una lezione perfetta di come rendere cronica un'emergenza.
All'epoca furono demolite le 48 case inabitabili e date 600mila lire al mese per un anno agli sfollati. Stop. Non venne avviato alcun progetto strutturale definitivo per la messa in sicurezza del versante. Oggi, trent'anni dopo, abbiamo visto le conseguenze.
Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, a ogni anniversario della frana ha inviato una lettera al presidente della Repubblica, al presidente della Regione, al presidente del Consiglio e ai capi dipartimento. Come a dire: non dimenticateci. Scritto in un copia-incolla incalzante, cambiando solo la data. Ma - solita beffa all'italiana - i soldi attesi da anni sono arrivati solo un mese fa.
Ora Conti non ci sta a prendersi critiche e a fare la parte di quello che non ha agito, non ha fatto eccetera eccetera. A chi accusa il Comune di non aver presentato progetti per le opere di consolidamento della collina, ricorda il calvario di Niscemi per farsi ascoltare.
"Ho una cartella sul mio computer - racconta - Gli uffici hanno la documentazione. Solo a dicembre del 2025 abbiamo ottenuto i soldi previsti nella fase 2 e 3 della frana di 29 anni fa, per cui ci abbiamo lavorato. Ad ogni modo ci confronteremo, non voglio polemizzare. In questa fase noi ci occupiamo dell'immediatezza delle esigenze e dell'assistenza dei cittadini".
Quindi prima di tutto si penserà a gestire la nuova emergenza, in attesa di un nuovo smottamento del terreno che, giurano i geologi, ci sarà. Poi si penserà a un piano a lungo termine. E si valuteranno proposte: ad esempio quella del sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, che già ora propone di utilizzare le aree lungo la Piana di Gela per ridare una casa agli sfollati. Lì potrebbe essere edificata New Niscemi. Se ne parlerà al tavolo tecnico organizzato nei prossimi giorni assieme al ministro della Protezione civile Nello Musumeci.
"Questo è il momento per lavorare tutti assieme - spiega Conti - Ora sono diventati tutti geologi e 'niscemologi'. Non voglio fare polemica con nessuno, non cadrò in questa trappola.
Siamo concentrati sui provvedimenti he dobbiamo adottare per ripartire e ripensare alla ripartenza. Chi crede che Niscemi sia un paese di serie B sbaglia - aggiunge, furente - Qualche giornalista ha detto che il valore medio di un immobile a Niscemi è di 20mila euro. Lo invito qui per verificare che non è così".