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Sinistra anti Renzi spaccata anche nella contro-Leopolda

Dalla minoranza democratica alla convention di Civati, quante manifestazioni per contrastare la kermesse del premier. L'unico risultato? Si dividono ancora di più

Sinistra anti Renzi spaccata anche nella contro-Leopolda

La tradizione di organizzare una contro-Leopolda ogni volta che Matteo Renzi convoca a Firenze il suo celebre happening politico ha ormai preso la mano alla sinistra.Con risultati che stavolta raggiungono vertici insuperati di ridicolo: passi per la convention della minoranza Pd a Roma, che in realtà è stata spostata al prossimo sabato proprio su richiesta del premier, il quale - oltre a non avere particolare voglia di ritrovarsi tra i piedi anche alla Leopolda i musi lunghi tipo Speranza, Gotor o Bersani - non voleva che la manifestazione si sovrapponesse alla giornata dei banchetti Pd, pensata per celebrare- almeno per un weekend - l'unità del partito. Ma oltre a loro, raccolti al teatro Vittoria di Roma per tentare la fusione tra corrente cuperliana e corrente bersaniana e per sostenere la bizzarra tesi che il segretario del Pd non può fare il premier (soprattutto se il suo cognome comincia per «R» e finisce per «enzi») e viceversa, nello stesso fine settimana ci sarà anche una fondamentale riunione di Sinistra Italiana (trattasi di Sel più Fassina e D'Attorre) a Napoli, insieme al brillante sindaco vesuviano Gigino De Magistris, e - ciliegina sulla torta - una convention di «Possibile», starring Pippo Civati, in quel di Verona. L'ordine del giorno dei tre appuntamenti è comunque unitario: si parlerà (male) di Renzi, del suo partito, del suo governo e della sua Leopolda.Casualità? Ovviamente no: ciascuno dei promotori ha astutamente pensato che fare il controcanto all'appuntamento annuale organizzato dal premier avrebbe fruttato qualche minuto di visibilità sui Tg nazionali. Solo che stavolta si rischia una Babele. L'organizzazione della «controprogrammazione» anti-Leopolda è ormai entrata a far parte delle nobili tradizioni di sinistra. Nel 2011 l'allora segretario Bersani fece allestire in quattro e quattr'otto una «scuola di formazione» per i ragazzi democrat del Mezzogiorno (scelse i ragazzi per evitare di giustapporre alla giovane platea pop della kermesse renziana una platea di teste canute), e da lì lanciò il famoso anatema contro i giovani «scalcianti», alla Renzi insomma. Nel 2012, in piena campagna per le primarie tra Renzi e Bersani si replicò, sempre con i giovani del Sud ma stavolta da Bari. Nel 2013 Bersani non c'era più e le primarie erano tra Renzi e Cuperlo, e nessuno fu in grado di allestire una contro-Leopolda per arginare il lanciatissimo sindaco di Firenze. Anzi, alla ex stazione fiorentina arrivò pure il segretario di transizione Epifani, a dare la benedizione del partito. Nel 2014, con Renzi a Palazzo Chigi, toccò invece alla Cgil l'onere di piazzare una manifestazione anti-governo e anti-Jobs Act proprio nel weekend della Leopolda, con tutti gli anti-renziani del Pd che accorsero sotto le bandiere della Camusso per sgomitare davanti alle telecamere. Stavolta la sinistra anti-leopoldina si fa addirittura in tre, ma se ne accorgeranno solo i pastoni dei Tg.

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