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La sinistra antisemita boicotta persino i calciatori

L'assessore Avs contro l'israeliano Solomon alla Fiorentina: "Non è benvenuto"

Manor Solomon in maglia viola
Manor Solomon in maglia viola
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Un colpo di calciomercato durato lo spazio dell'ufficialità sui social. Poi è subito arrivato il tribunale morale. Manor Solomon, centrocampista offensivo proveniente dal Tottenham, non è ancora sceso in campo con la maglia della Fiorentina e già si ritrova imputato in un processo sommario, che alcuni hanno considerato antisemita. Alla sbarra non per ciò che ha fatto sul terreno di gioco ma per ciò che sostiene o - meglio - per ciò che gli viene attribuito. La sua "colpa", in fin dei conti, è quella di essere israeliano e di non aver mai rinnegato il proprio Paese. A inveire contro l'arrivo del calciatore in Toscana è Jacopo Madau, segretario provinciale di Sinistra italiana e assessore nella "rossa" Sesto Fiorentino (Avs lì ha preso il 37%), che sui social ha scritto: "Chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu non può rappresentare la nostra città e la Fiorentina". Un giudizio netto. Del resto a una certa sinistra basta poco per dichiarare qualcuno persona non gradita. "Non sei il benvenuto a Firenze", premette, postando una foto del calciatore. Così, il trasferimento dell'esterno offensivo in una Fiorentina peraltro disastrata, diventa qualcosa di più di una semplice operazione di mercato: Manor Solomon assume il ruolo di simbolo, quasi di bersaglio per associazione.

La replica politica non si è fatta attendere. Per Fratelli d'Italia è intervenuto il capogruppo in Consiglio comunale a Firenze, Alessandro Draghi: "Essere cittadino israeliano non è una colpa". Sulla stessa linea Forza Italia, che parla di "strumentalizzazione politica dello sport", evidenziando come "mischiare calcio e geopolitica serva solo a fare propaganda". Ma la presa di posizione che ha fatto più rumore è quella di Marco Carrai, console onorario di Israele, che si è espresso con un intervento durissimo: "Chi parla di pace e allo stesso tempo dichiara le persone non gradite finisce per ragionare come chi, nella storia, ha perseguitato gli ebrei sentendosi dalla parte giusta solo perché eseguiva degli ordini". Quelle di Madau, per Carrai, sono parole "gravissime" e "disgustose". Per Francesco Casini, consigliere regionale d'Italia viva-Casa riformista in Toscana, dire che Solomon "non è benvenuto" apre la strada a una "spirale di discriminazione". La prossima settimana parlamentare sarà importante in materia di antisemitismo.

Il capogruppo al Senato di Fi Maurizio Gasparri ha annunciato battaglia contro "una legge ecumenica" che nasconde altri obiettivi. Il prossimo 7 dicembre si discuteranno tutte le proposte, compresa quella dell'ex ministro Graziano Delrio.

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