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La sinistra ha fretta di escludere l'islam. La colpa? È dei "tagli alla scuola"

Da Avs a Pd l'ordine di scuderia è minimizzare le origini dell'attentatore. E vanno all'attacco del centrodestra: "Volete strumentalizzare la tragedia"

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Otto persone ferite, di cui due gravi, una donna senza più le gambe e l'Italia che piomba nel terrore: per la sinistra l'attentato di sabato pomeriggio, nel centro di Modena, non va enfatizzato. "Opera di un pazzo", è l'ordine di scuderia imposto dai leader del campo largo. Riccardo Magi si distingue: "È colpa dei tagli alla scuola". Eppure, l'azione di Salim el Koudri, il trentenne di origine marocchine, che ha seminato il panico nel centro di Modena, ricalca lo schema classico degli attentati dei terroristi islamici: auto a forte velocità nelle zone dello shopping e coltello in mano. Un copione da brividi. Già visto in Germania, Francia e Belgio. Ora tocca all'Italia.

La risposta che arriva dalla sinistra non è la richiesta di una stretta securitaria ma l'ennesimo attacco al governo Meloni: "Matteo Salvini trasforma una tragedia in un bancomat elettorale da cui prelevare consenso alimentando paura, tensione sociale e rabbia. Ancora una volta il dolore delle vittime diventa materia prima per la propaganda della destra. È uno sciacallaggio politico indegno", tuona il leader dei Verdi Angelo Bonelli. La colpa, per le opposizioni, è di Salvini. E si capisce. L'attentato di sabato a Modena demolisce di colpo i pilastri della narrazione della sinistra sull'immigrazione: la cittadinanza alle seconde generazioni, l'islam moderato e l'integrazione. Il modello che Schlein e Conte avrebbero in mente di portare al governo soccombe travolto da un'auto a folle corsa. Ecco che allora la strategia, quasi unanime, è quella di tenere basso profilo. Minimizzare. In Emilia Romagna, patria dell'accoglienza, il governatore Michele De Pascale e la sinistra locale rispondono al sangue con una fiaccolata. Il sindaco di Modena Massimo Mazzetti avverte: "A chi pensa di utilizzare questa cosa per dividere e per alimentare ulteriormente rancori e incendi diciamo che abbiamo bisogno della massima unità". E poi ricorda: "Prendiamo esempio da quei cittadini che ieri con spirito civico, coraggio e abnegazione sono intervenuti per bloccare l'autore dell'atto e consegnarlo alle forze dell'ordine. Due italiani, due egiziani e poi i pakistani, questa è la migliore risposta a quella sciacallaggio che oggi stiamo vedendo su tanti social". I bersagli della sinistra sono Salvini e Vannacci. E tutta la destra che chiede più regole contro l'immigrazione incontrollata. Nelle dichiarazioni dei leader della sinistra non si cita mai l'Islam e tutti i pericoli che la radicalizzazione porta con sé. Dal Pd la voce a minimizzare è unanime. L'ex sindaco di Bologna, Virginio Merola, oggi parlamentare dem, ha la sua spiegazione, senza attendere l'esito delle indagini: "Siamo di fronte all'atto folle che ha colpito tante persone bisogna unirsi nel dolore comune per testimoniare vicinanza alle vittime. Non è responsabile e umano chi introduce argomenti infondati come l'immigrazione che in questo caso non c'entrano nulla. Speculare sul dolore per meschini interessi di parte: che schifezza". Riccardo Magi tira dentro l'assassino (indegno) del bracciante di Taranto: "Non si ricorda alcuna uscita di Salvini sull'omicidio a Taranto del bracciante Sako Bakari.

Invece che gettare benzina sul fuoco dell'odio, Salvini si interroghi sul fallimento delle politiche di integrazione e di prevenzione del suo governo, sui tagli alla scuola e ai più basilari servizi di assistenza per le persone in difficoltà". La tesi di Magi è semplice: l'attentato di Modena è colpa dei tagli alla scuola. Fine.

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