Sinistra irresponsabile e ideologica

Lampedusa scoppia ma Enrico Letta continua virtualmente ad indossare la felpa delle Ong visto che per il suo partito e anche per i 5s (fino a poco tempo fa ben diversi sul tema) non v'è problema alcuno

Sinistra irresponsabile e ideologica

Lampedusa scoppia ma Enrico Letta continua virtualmente ad indossare la felpa delle Ong visto che per il suo partito e anche per i 5s (fino a poco tempo fa ben diversi sul tema) non v'è problema alcuno. Minniti dimenticato, (del resto ha pure lasciato il Parlamento) la linea della sinistra italiana sul tema è boldriniana: viva l'immigrazione, anche se incontrollata, perché è una ricchezza; e poco male se a farne le spese sono proprio i ceti che una volta la sinistra voleva tutelare. Strano, tuttavia, che la più esterofila delle sinistre mondiali su questo tema sia quasi autarchica nel suo sostenere le frontiere colabrodo. Gli altri partiti di sinistra recitano le anime belle quando stanno all'opposizione, mentre quando arrivano al potere le frontiere le difendono eccome, soprattutto dalla immigrazione clandestina. Lasciamo perdere il caso di Macron, che oggi non è classificabile nella sinistra, anche se certo conservatore non è. E spostiamoci un po' ad ovest: in Spagna il socialista Sanchez fa difendere dall'esercito i confini con i possedimenti marocchini di Ceuta e Melilla. Poi c'è Biden: per quattro anni i democratici si sono messi a piangere per i bambini immigrati che superavano la frontiera del Messico ma ora con il nuovo presidente il numero di clandestini arrestati è il più alto da un ventennio a questa parte. Ci sono poi, ritornando in Europa, i socialdemocratici danesi, quelli che sull'immigrazione mantengono una linea quasi orbaniana, fino alla istituzione di campi speciali. Pochi giorni fa, infine, la premier laburista neozelandese Jacinda Ardern ha chiesto perdono per la politica anti immigrati dei governi precedenti ma con lei al potere le navi di clandestini non entrano, grazie al blocco navale, intensificatosi negli ultimi mesi per via del Covid. Insomma la sinistra di quasi tutti i paesi ha ben chiaro la differenza tra immigrazione controllata e legale e quella clandestina: e, al di là delle parole gentili, quando governa bene o male la combatte. O perlomeno è conscia del problema. La sinistra italiana no, al governo è sempre stata lasca e corriva con le ong (eccezion fatta in parte per Minniti) e anche oggi strepita per lo ius soli, che in questo momento sarebbe un incentivo ulteriore, con Lampedusa in quelle condizioni e la Tunisia fuori controllo. Una totale irresponsabilità ideologica che ha due origini: una lontana, la discendenza comunista, l'altra più vicina, la perdita del voto operaio e popolare. Ma qualcuno di loro che voglia invertire la rotta ci sarà?

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