I l 30 maggio debutta Venexus, la piattaforma creata dalla Regione Veneto per consentire alle imprese di finanziare progetti sociali, sanitari e ambientali. Vi partecipano aziende come Diesel, Zoppas Industries e altre 300 realtà venete. "È una sorta di fiscalità alternativa, invece di imporre nuove tasse, con una questa iniziativa di stampo liberale facciamo incrociare grandi imprese ed enti locali per realizzare progetti sostenibili", spiega il governatore del Veneto, Alberto Stefani.
Che tipo di progetti?
"È la prima piattaforma regionale in Italia che mette in relazione le imprese del territorio, società benefit ma non solo, su progetti proposti dagli enti locali. Ci sono grandi realtà imprenditoriali che hanno l'obbligo di investire in sostenibilità e altre che lo vorrebbero fare per migliorare il loro rating creditizio, o per accedere ai fondi regionali. Noi mettiamo in contatto queste aziende con comuni e province, anche con la stessa Regione. I progetti vanno dall'assistente di quartiere per gli anziani ai trasporti sostenibili, all'acquisito di macchinari per gli ospedali, a progetti per bambini con autismo".
Fiscalità alternativa nel senso che spera di fornire quei servizi senza alzare le tasse?
"Esattamente, senza dover imporre nulla, ma solo facendo da tramite. Venexus sta per nesso, connessione. Abbiamo grandi nomi che ci hanno già detto sì, come Renzo Rosso, e imprese della grande distruzione che vogliono investire in un futuro diverso. Il Veneto è un territorio molto identitario, un'azienda preferisce finanziare un progetto del suo territorio piuttosto che uno al di fuori. È un'idea che ho maturato all'inizio del mandato, prendendo spunto da alcuni modelli esteri e da un lavoro dell'ex consigliere regionale Roberto Bet".
Domani si vota a Venezia, teme una sconfitta?
"C'è un ottimo candidato, Simone Venturini, e sono sicuro che farà bene".
Ci sono state polemiche sui candidati bengalesi del Pd, che hanno fatto alla comunità appelli a votare per i dem. Che ne pensa?
"Non entro volentieri in questioni elettorali e rispetto la partecipazione di tutti. È pur vero che la sinistra, a Venezia, ha fatto dell'inclusione e della candidatura di alcuni cittadini bengalesi la propria bandiera. Salvo poi scegliere di nasconderli, quando si è resa conto che stavano diventando un problema comunicativo".
A che punto siete con il percorso verso l'autonomia, è ancora la vostra battaglia storica?
"Certamente e sempre lo sarà. Abbiamo già siglato l'intesa su quattro materie, la tutela della salute, la protezione civile, professioni e previdenza complementare integrativa, fondamentali per il nostro territorio. L'iter sta andando avanti e una volta concluso negozieremo su altre materie. Io ho seguito la legge da relatore in aula e so quanto sia stata oggetto di ostruzionismo da parte di alcune forze politiche. Sono felice di poter portare a termine il percorso".
Temete una crescita del partito di Vannacci anche in Veneto?
"Ognuno fa il suo mestiere. Il mio è quello di dare risposte ai veneti. Durante la scorsa campagna elettorale qualche commentatore pronosticava un risultato ridimensionato rispetto alla tornata precedente per il centrodestra e per la Lega. Poi abbiamo visto come è andata a finire".
C'è l'ipotesi che la Regione porti avanti la posposta di legge regionale sul fine vita, come chiedeva l'ex governatore Zaia?
"La Corte costituzionale sul tema del fine vita è stata chiara, ha detto che le regioni non possono stabilire termini né obblighi. Quindi è impensabile che una regione da sola possa disciplinare tempi e modi del fine vita. Comprendo gli appelli, ma bisogna seguire il diritto. La Regione non può andare contro al legge".
Un bilancio dei primi mesi di mandato?
"Intensi e di grande impegno. Abbiamo scelto di investire sul piano casa e il social housing, e stiamo arrivando anche a una riforma generale sull'abitare.
Abbiamo presentato quella sui caregiver, abbiamo investito sulla medicina territoriale e sulla formazione professionale. Abbiamo tante sfide davanti, ma abbiamo delle strategie per guardare al futuro stando al passo con la società che cambia".