Una sinistra senza fantasia e arretrata

Non sappiamo come andrà, ma sappiamo che questo è il momento in cui vince chi ha più audacia, fantasia, lungimiranza liberale

Una sinistra senza fantasia e arretrata

Mille anni fa, e per mezzo millennio, fra l'incoronazione di Carlo Magno e la morte di Petrarca, la Terra si riscaldò come un ferro da stiro: via i ghiacci, su erba e pecore al Polo Sud e in Groenlandia. I vichinghi, ovvero i Normanni, scesero in bermuda e con la spada, spazzando via il passato remoto. Furono secoli d'industrie, commerci, letteratura, vini, città navigabili e arti. Poi la morsa si richiuse e gli ecologisti applaudirono al funebre ritorno degli orsi bianchi.

Adesso il ghiaccio si riscioglie ma non sono più i vichinghi ad approfittarne, ma russi e norvegesi che si affrontano per il petrolio artico mentre i cinesi dichiarano che l'Europa del Nord è la loro vera patria. Tutti si scoprono improvvisamente ricchi, salvo noi italiani che avremmo potuto trasformare in oro sonante il famoso patrimonio artistico reso ingodibile da politiche ottuse e di sinistra. Non sappiamo come andrà, ma sappiamo che questo è il momento in cui vince chi ha più audacia, fantasia, lungimiranza liberale.

Nessuna di queste doti appartiene ai grilli o simili insetti. Le sinistre sono nemiche istituzionali della fantasia e dell'innovazione mentre il millennio detta nuove regole e noi ancora restiamo il fanalino di coda del mondo per colpa di una classe dirigente grigia, glaciale, artica.

In tempi normali una tale classe dirigente sarebbe quasi innocua. In tempi carichi di futuro geniale come quelli attuali e di opportunità uniche, è una disgrazia. Che possa liquefarsi come i ghiacci questa classe di inutili, e che soffi il nuovo vento.

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