Soldi in arrivo, cancellate le cartelle

In settimana il decreto "Sostegno". Farà pulizia dei crediti fiscali fino a 5mila euro

Soldi in arrivo, cancellate le cartelle

Il decreto Sostegno, erede dei dl Ristori del precedente governo, parte dal fisco e punta ad aiuti più veloci alle aziende. Ieri sono circolate anticipazioni del provvedimento che potrebbe essere approvato in settimana, dalle quali emerge la volontà del premier Mario Draghi di cambiare passo rispetto al governo Conte. Non senza conseguenze, almeno per quanto riguarda uno dei principali capitoli del decreto, quello fiscale.

IL FISCO FA LE PULIZIE

Qualche indizio lo aveva dato poco tempo fa il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Il fisco è intralciato da una serie di crediti difficili da incassare. Nel decreto il governo farà pulizia, cancellando le cartelle fino a 5mila euro relative al periodo 2000-2015. A conti fatti significherebbe stralciare e quindi azzerare 60 milioni di cartelle, ossia il 46% dei 130 milioni di ruoli oggi in pancia alla Agenzia delle Entrate: il valore è intorno ai due miliardi di euro. Ad avvantaggiarsene tutti i contribuenti (persone fisiche, partite Iva, imprese) e anche l'amministrazione fiscale. Scelta non indolore politicamente, visto che alcuni ministri temono che il primo provvedimento economico del governo Draghi assomigli a una sanatoria.

CARTELLE CONGELATE

La bozza conferma le indiscrezioni, quindi la sospensione delle cartelle fino al 30 aprile, data della fine dell'emergenza. Il blocco prosegue da quasi un anno. L'ultima proroga, fino al primo marzo, era stata già sospesa. Confermata anche la sospensione del pagamento della «rottamazione ter» e «saldo e stralcio» per il 2020 e la prima rata del 2021.

AIUTI PER 2,7 MILIONI DI ATTIVITÀ

Il cuore del decreto Ristori restano rimborsi alle attività economiche danneggiate da chiusure e pandemia. Con novità rilevanti, soprattutto nel metodo. Il dl «è ispirato a una radicale semplificazione» con l'opzione di scegliere, al posto di un trasferimento, una «compensazione in sede di dichiarazione F24», ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. Gli indennizzi saranno calcolati su «un arco temporale più ampio della semplice mensilità». I ristori, secondo la bozza, riguarderanno 2,7 milioni di attività, tra imprese e professionisti, con un fatturato fino a 5 milioni di euro che abbiano registrato la perdita del 33% della media mensile del fatturato del 2019 raffrontata con la media mensile del fatturato 2020. L'entità dei rimborsi cala con il crescere del fatturato: indennizzo al 30% della perdita per le imprese e i professionisti con un fatturato di 100mila euro annuo; al 25% da 101 mila a 400mila euro annui; 20% da 401mila a 1 milione euro l'anno; al 15% da uno a 5 milioni di euro l'anno. Allo studio un indennizzo anche per le start up. In arrivo 600 milioni per il turismo invernale, alle prese con una stagione saltata. L'obiettivo è un indennizzo totale entro il 30 aprile, grazie a una piattaforma Sogei che dovrebbe semplificare le procedure.

VACCINI IN FARMACIA

Tra le novità c'è lo stanziamento per sostenere la campagna di somministrazione dei vaccini. Il finanziamento ipotizzato ieri è di due miliardi di euro per trasporto e somministrazione. Una campagna su larga scala che vedrebbe coinvolti medici di famiglia e poi nella seconda fase anche i farmacisti.

LICENZIAMENTI, CAPITOLO APERTO

Dalle anticipazioni sarebbe confermata l'intenzione del governo di prorogare lo stop ai licenziamenti fino al 30 di giugno.

Ma il tema è ancora oggetto di confronto sia all'interno dell'esecutivo sia con le parti sociali. Il dl Ristori si intreccia con il Dpcm per l'emergenza Covid e quindi conferma i congedi parentali straordinari retribuiti al 50% per i genitori delle scuole chiuse.

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