E adesso si respira un moderatissimo "sollievo" al Quirinale per la tregua di due settimane annunciata da Donald Trump, si percepisce anche un pizzico di speranza in più per una difficile soluzione negoziale, ma le buone notizie finiscono qui. Lo scenario è ancora da brividi. "Le tensioni internazionali - dice Sergio Mattarella (nella foto) incontrando i vertici della Polizia nel 174° anniversario della fondazione - i conflitti in corso, le violenze tra gli Stati non solo preoccupano, ma si riverberano sulla vita interna dei vari Paesi, pure nel nostro. Trasferiscono incertezza e disorientamento". Energia, bollette, rifornimenti, paure varie. Bisogna impegnarsi "per la sicurezza e la tranquillità dei cittadini", come fanno le forze dell'ordine e come dovrebbe fare la politica. Sono giorni infatti che la discreta diplomazia del Colle incalza governo e opposizione alla ricerca dell'unità nazionale. Telefonate, contatti, raccomandazioni: non ci si può dividere, questo è il senso del pressing presidenziale, è arrivato il momento di fare squadra. Basta polemicucce. Voliamo alto.
Oggi Giorgia Meloni in Parlamento spiegherà come le guerre stiano mandando a gambe all'aria i vecchi equilibri globali e forse, su spinta di Mattarella, si convincerà a chiedere una mano al centrosinistra. Sosterrà che non è molto patriottico sfruttare le crisi internazionali per colpire Palazzo Chigi perché di fronte a una situazione così nebulosa e allarmante occorre il soccorso di tutti. E il capo dello Stato spera che l'opposizione risponda in maniera matura e responsabile, evitando polemiche inutili e dannose. Non è proprio il tempo della propaganda, ora che in gioco non ci sono vantaggi politici da raggiungere bensì il bene comune del Paese. Tanto più che dopo il referendum l'ipotesi di elezioni anticipate sembra sfumata.
Sarà ascoltato? I partiti seguiranno la linea sobria indicata dal Colle? L'ultimo dibattito martedì dopo le comunicazioni di Guido Crosetto sulle basi americane fa pensare di no. Eppure la sconfessione delle recenti mosse di Trump da parte del governo e la gestione del caso Sigonella dovrebbero favorire una dialettica più misurata. "Il nostro obbiettivo - parole della Meloni - è la difesa degli interessi generali dell'Italia. Rispettiamo gli accordi internazionali e quando non siamo d'accordo con gli alleati dobbiamo dirlo. E stavolta non siamo d'accordo".
Troppa timidezza secondo il centrosinistra, che accusa la premier di sudditanza a Washington e di non aver preso abbastanza le distanze. Troppi preconcetti, replica Crosetto: Roma ha rispettato i trattati e qualunque ministro della Difesa si sarebbe comportato nello stesso modo.
Ora comunque basta. I partiti secondo il Quirinale devono smettere di seguire i calcoli di bottega e fare fronte comune di fronte al futuro incerto che ci aspetta.
Dovrebbero ad esempio prendere a modello gli atleti azzurri medagliati delle Olimpiadi invernali, festosamente ricevuti nel pomeriggio dal capo dello Stato per la riconsegna delle bandiere. "Siete l'orgoglio di tutti noi. È significativo che in una stagione così complicata l'Italia e l'Europa siano state vetrina di amicizia e solidarietà. È stata trasmessa un'immagine di efficienza del Paese".