Raggiungiamo Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d'Italia - noi Moderati al Senato, mentre esulta per la conquista degli Internazionali d'Italia da parte del suo Sinner, essendo entrambi altoatesini.
Senatrice Biancofiore, lei è stata sottosegretario allo Sport e spesso interviene nelle controversie che affliggono lo sport nostrano. Cosa pensa della questione Federtennis-La Stampa?
"C'è un rischio piuttosto intuibile. Quando una federazione sportiva entra nel capitale di una società editoriale, non può che crearsi un evidente squilibrio di interessi, anche in presenza di una buona fede. I giornalisti incaricati di fare un servizio sul tennis italiano, o sulle scelte della Fitp, saranno influenzati inevitabilmente dal fatto di essere dipendenti di un gruppo di cui la Fitp è azionista. Non serve che arrivi una telefonata: lo sbocco naturale è l'autocensura, ovvero la forma meno tracciabile di condizionamento. Che un ente sportivo finanziato anche da soldi pubblici e dalle quote dei tesserati compri un giornale è una novità tutta italiana, che francamente mi lascia perplessa".
Teme un cortocircuito tra informazione e potere sportivo?
"Nel 2025 leggo che il fatturato della Fitp ha superato i 230 milioni, e per la prima volta nella storia la Federtennis ha battuto la Figc. Ma da dove arrivano quegli introiti? In parte dallo Stato, certo, ma soprattutto dal lavoro, dai sacrifici e dai successi dei nostri tennisti Sinner, ma anche Berrettini, Musetti, Cobolli, Paolini ecc. La federazione ha sicuramente dimostrato di saper gestire ma il merito di queste entrate è di una generazione di ragazzi. Sinner, che viene dalla mia terra, l'Alto Adige, è un esempio tra i più limpidi: un ragazzo che si è costruito dal nulla un futuro a forza di disciplina, di abnegazione, di silenzio e di rispetto. Quei valori sono il vero patrimonio del tennis italiano. È giusto che i soldi generati da quel talento e da quei sacrifici più i contributi pubblici e le quote di chi gioca nei circoli di provincia vengano usati per entrare nel capitale di un quotidiano in perdita?".
Per la Fitp si tratta di un investimento per la promozione del tennis.
"Con la promozione del tennis e del padel questa operazione non ha nulla a che vedere e lo statuto della FITP non mi sembra la preveda. La giustificazione ufficiale sinergie di comunicazione, riconoscenza verso Torino per le Atp Finals è elegante ma fragile: per promuovere il tennis si comprano pagine pubblicitarie su tutti i media, si investe sulle federazioni locali, si producono contenuti su SuperTennis. C'è poi il tema sempre stridente dei soldi: i 5 milioni che Sportcast ha messo sul piatto vengono comunque da un perimetro alimentato in parte dalle quote degli affiliati e dai contributi pubblici. La domanda sorge spontanea, i tesserati hanno mai votato per diventare azionisti di un giornale?".
Binaghi sta coltivando l'idea di una discesa in politica?
"Non lo so ma sarebbe legittimo. Credo in verità che al momento non lo sappia con certezza nemmeno lui. Però, come diceva Andreotti a pensar male si fa peccato.. e alcuni segnali oggettivi ci sono: la sbornia per un indubbio successo della federazione, un'operazione editoriale di sistema, una vicepresidente Chiara Appendino deputata M5S ed ex sindaca di Torino. La costruzione di una media company attorno a Sportcast, la dimestichezza acquisita nei rapporti con le istituzioni. Sono mattoni che possono comporre molti edifici diversi. Quello che si può dire con tranquillità è che Binaghi non è più un presidente di federazione normale: è un attore di sistema. E quando un attore di sistema compra un giornale, di solito una ragione c'è. Binaghi però se vuole scendere in campo deve stare attento a non fare la fine di certi presidenti del Consiglio tecnici afflitti dalla sindrome di Palazzo Chigi: cioè la convinzione di avere il favore del popolo senza mai essersi misurati con le urne. Il successo del tennis italiano l'hanno fatto Sinner e i ragazzi azzurri.
Secondo me chi governa una federazione, non dovrebbe confondere le due cose e ricordare che il vero patrimonio della Fitp non sono i bilanci da record, ma l'esempio che dà a un bambino che entra in un circolo con la sua prima racchetta".