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Sono socio Aie e non firmo ma chiedo di partecipare

L'editore di "Settecolori" pone un problema: a che titolo viene escluso chi si rifiuta di piegarsi?

Sono socio Aie e non firmo ma chiedo di partecipare
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Questa lettera è stata inviata alla Associazione italiana editori da Manuel Grillo, editore di Settecolori, casa editrice iscritta all'Aie.

Gentili, con la presente trasmetto la domanda di partecipazione di Edizioni Settecolori alla prossima edizione di Più libri più liberi 2026. Contestualmente, desidero precisare di non aver sottoscritto la clausola del modulo che richiede una dichiarazione concernente l'antifascismo quale condizione per la partecipazione alla manifestazione. Tale scelta non deve essere in alcun modo interpretata come una presa di distanza dalla Costituzione della Repubblica o dall'ordinamento democratico italiano. Al contrario, essa nasce dal convincimento che il rispetto della Costituzione e delle leggi dello Stato costituisca il presupposto necessario e sufficiente per l'esercizio di ogni attività lecita e per la partecipazione a una manifestazione culturale e professionale.

(...)

In qualità di socio dell'Associazione Italiana Editori, rilevo inoltre come la clausola introdotta per l'edizione 2026 appaia difficilmente conciliabile con l'impostazione storicamente seguita dall'Associazione, con le pubbliche dichiarazioni rese dalla sua Presidenza e con i requisiti che hanno disciplinato sino ad oggi l'adesione associativa e la partecipazione alla manifestazione. In occasione delle polemiche sorte durante l'edizione 2025 di Più libri più liberi, il Presidente dell'AIE, Innocenzo Cipolletta, affermò infatti che la manifestazione dovesse essere "la casa di tutti gli editori italiani, indipendentemente dalla loro linea politica, editoriale e culturale", richiamando il principio del pluralismo e il rifiuto di ogni forma di censura.

(...)

Per tale ragione ritengo che il criterio fondamentale debba restare quello del rispetto della legge. L'introduzione di dichiarazioni ulteriori quale condizione di partecipazione rischia infatti di introdurre un principio diverso, secondo il quale l'accesso a una manifestazione professionale non dipende più esclusivamente dalla conformità all'ordinamento giuridico, ma anche dall'adesione a formulazioni valoriali individuate dall'organizzatore. La mia preoccupazione riguarda soprattutto il precedente che tale impostazione potrebbe determinare. Una volta superato il criterio della mera legalità, diventa inevitabilmente più incerto il confine tra requisiti oggettivi di partecipazione e valutazioni relative alle convinzioni, alle sensibilità culturali o agli orientamenti ideali dei singoli associati. Desidero inoltre precisare che la presente riserva non dipende dal contenuto specifico della dichiarazionerichiesta. La mia posizione sarebbe la medesima qualunque fosse il principio, il valore o la convinzione oggetto della sottoscrizione.

(...)

Confidando in un positivo accoglimento della domanda, porgo i miei più cordiali saluti.

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