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Sorelle scomparse, si rafforza la pista dell'aiuto esterno

Avevano in uso forse un terzo cellulare. I sospetti sulla madre del fidanzato di Alisya

Sorelle scomparse, si rafforza la pista dell'aiuto esterno
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Prende sempre più piede la pista dell'allontanamento organizzato dall'esterno per Sarah e Alysia, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse da una casa-famiglia di Civitella Alfedena, nell'Aquilano, la notte tra sabato e domenica 7 giugno.

Dopo il ritrovamento nella loro stanza di messaggi in codice, che gli investigatori stanno cercando di decifrare e con i quali si sospetta comunicassero con qualcuno al di fuori, sono diversi gli indizi che fanno pensare ad una fuga premeditata dalla struttura dove le ragazze era ospiti ormai da due anni, a causa del divorzio molto conflittuale dei loro genitori, che ora vivono con le rispettive compagne in provincia di Latina. Non solo è spuntata l'ipotesi di un terzo telefono in uso alle ragazze, ma la Procura sta verificando le dichiarazioni del fidanzato egiziano di Alisya. Ai carabinieri Joseph ha raccontato che le due potrebbero essere state prelevate da qualcuno mandato dalla madre, alla quale recentemente il Tribunale di Cassino ha confermato la decadenza della potestà genitoriale, che invece è stata restituita al padre. Potrebbero essere state portate da qualche parte in attesa che si calmino le acque. In una lettera alle figlie la donna aveva scritto che un giorno sarebbe andata a prenderle anche con la forza. Ma è tutto da verificare e gli avvocati della madre contestano ogni ricostruzione, priva di basi documentali, che la colleghino alla sparizione delle sorelline.

Quanto all'esistenza di un terzo telefonino, un dispositivo di cui finora non si sapeva nulla, non fa che rafforzare la pista della fuga pianificata con l'aiuto di un complice. Era sembrato assai strano in effetti che le due minori, prima di allontanarsi dalla casa-famiglia, avessero lasciato i loro due telefonini in camera, mentre hanno portato via molti dei loro effetti personali, tra cui vestiti e trucchi. Altro dettaglio che allontanerebbe l'ipotesi del gesto estemporaneo.

Gli investigatori, coordinati dalla Procura di Sulmona, continuano ad ascoltare testimoni e residenti per ricostruire con esattezza gli ultimi movimenti delle giovani prima della sparizione. E studiano i video delle telecamere di sorveglianza che avrebbero inquadrato alcune auto nei pressi della struttura in orario compatibile con la fuga.

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