Leggi il settimanale

Sorelle scomparse, trovati in stanza messaggi in codice

Forse usati per comunicare con l'esterno e organizzare la fuga dalla casa-famiglia

Sorelle scomparse, trovati in stanza messaggi in codice
00:00 00:00

Più di una settimana senza notizie sulle sorelline scomparse da una casa-famiglia in Abruzzo e un giallo che si infittisce sempre di più, con il ritrovamento nella camera delle due bambine di 12 e 16 anni di alcuni bigliettini scritti in codice che Sarah e Alisya Di Giacinto potrebbero avere utilizzato per comunicare con l'esterno.

È questa la pista che seguono gli investigatori coordinati dalla Procura di Sulmona, che ha aperto un fascicolo per sottrazione di minore e anche per abbandono di minore. Un ritrovamento, quello effettuato nel corso della perquisizione nella struttura di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila - dove sono ospitate le sorelline da circa due anni, dopo che la separazione burrascosa dei loro genitori ha dato il via ad un procedimento giudiziario per il loro affidamento - che alimenta l'ipotesi di un aiuto esterno da parte di qualcuno che avrebbe pianificato e agevolato la fuga delle due. È presto per dire se i messaggi cifrati saranno utili alle indagini, i carabinieri stanno ancora cercando di decifrarli per capirne l'esatto contenuto e di fare luce sulla rete di contatti delle ragazze. Chi potrebbe averle aiutate a fuggire la notte tra il 6 e il 7 giugno, uscendo da una porta-finestra rotta, per poi fare perdere le proprie tracce? Poche ore prima della fuga, dopo le 21 di sabato 6, le ragazze sono state riprese dalle telecamere di sorveglianza di un locale mentre erano sedute sole al bar "Lupo" di Civitella. Forse dovevano incontrare qualcuno? L'attenzione degli investigatori è concentrata anche sulle immagini di altre telecamere, quelle puntate nei pressi della struttura che ospitava le sorelline, e che hanno inquadrato diverse auto in orario compatibile con la scomparsa. Una in particolare ha attirato l'attenzione degli inquirenti, che ora stanno cercando di dare un nome alla persona al volante. Sembra allontanarsi, intanto, l'ipotesi più grave, che due giorni fa aveva portato gli investigatori a far perlustrare dai vigili del fuoco le sponde del lago di Barrea.

Dal punto di vista giudiziario la Procura di Sulmona ha iscritto nel registro degli indagati il nome della responsabile della comunità educativa per abbandono di minori. Si tratta di un atto dovuto, scaturito anche dal fatto che una delle due sorelle svanite nel nulla ha soltanto 12 anni.

Il padre delle minori, Stefano Di Giacinto, aveva presentato una denuncia ipotizzando una corresponsabilità dei gestori della comunità, per una presunta assenza di vigilanza, lamentando in particolare la mancanza di un sistema di allarme di videosorveglianza che la struttura sostiene però di non essere obbligata ad avere.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica