È una Ue che supera i confini delle "classiche" istituzioni di Bruxelles. E che ieri a Yerevan, in Armenia, ha allargato lo sguardo al Caucaso e a tutto il continente e oltre; includendo per la prima volta il Canada del premier Carney in una riunione della Comunità politica europea (Cpe). Il foro continentale più giovane dell'area sembra essere particolarmente funzionale per il momentum geopolitico, e segna anche un nuovo passo di riavvicinamento all'Ue, dopo la Brexit, della "Perfida Albione". In una dichiarazione congiunta dopo l'incontro tra la presidente della Commissione europea Von der Leyen e il premier britannico Starmer c'è infatti l'impegno comune "a migliorare le relazioni tra Ue e Regno Unito a beneficio dei consumatori, delle imprese e della sicurezza europea collettiva", ma anche un passo in avanti nelle intese industriali tra Londra e i Ventisette nel settore della difesa. Il dossier sicurezza è al centro dei tavoli di Yerevan e intreccia la crisi ucraina. Il presidente Zelensky, tra i più affaccendati in Armenia per cercare sostegno militare e partnership sull'approvvigionamento energetico in vista dell'inverno, pronto a trattare con Mosca traccia uno scenario: "Quest'estate sarà un momento in cui Putin deciderà se espandere la guerra o passare alla diplomazia, dobbiamo spingerlo verso la diplomazia". Zelensky pressa l'Europa affinché sviluppi uno "scudo" aereo congiunto per proteggersi; "fondamentale" il prestito Ue da 90 miliardi di euro, per cui ha annunciato l'adesione pure Starmer. La cifra per portare Londra nel fondo si attesta attorno al mezzo miliardo di euro: in buona parte destinato alla cooperazione nel settore dei droni. Zelensky ringrazia i Ventisette; che trovano la quadra anche con Ottawa. Dal Canada nuovi aiuti militari a Kiev per 200 milioni di dollari Usa per una pace "giusta e duratura", fa presente Carney, in un Paese che anche ieri ha visto l'esercito russo lanciare attacchi missilistici a Kharkiv, uccidendo 6 persone.
Resta il sostegno all'Ucraina dai partecipanti alla Cpe, che in vari tavoli tematici ieri ha riunito 48 tra capi di Stato e di governo e delegati. Dai leader Ue (con l'assenza del cancelliere tedesco Merz rappresentato da Macron), Paesi vicini e candidati all'adesione a Bruxelles, anche una dichiarazione congiunta sui migranti. C'è l'impegno a lavorare assieme nel contrasto ai flussi irregolari rafforzando la cooperazione con il Caucaso; accelerare i rimpatri e coordinare gli sforzi di sorveglianza, oltreché un'assistenza umanitaria mirata. "Questa Europa che va dall'Islanda al Caucaso, allargata, è quella che ha senso per parlare di lotta al narcotraffico, solidarietà energetica, protezione delle nostre democrazie da ingerenze straniere e fake news e soluzioni di difesa e sicurezza comune", dichiara Macron in conclusione del vertice giunto all'ottava riunione dal 2022, quando fu immaginato dall'Eliseo per dialogare su un piano di parità con attori extra-Ue. A proposito dell'ombrello militare americano, "stiamo pagando il prezzo di eccessive dipendenze, questo è l'elefante nella stanza", taglia corto Macron scansando l'opzione armata della Casa Bianca per liberare Hormuz.
Meloni e Macron, a margine, oliano pure la coalizione anti-droghe co-presieduta da Roma e Parigi: gruppo che punta a rafforzare il contrasto ai traffici e accrescere prevenzione e recupero dalle dipendenze. Spazio poi alla crisi mediorientale e ai rapporti transatlantici. I Paesi Ue hanno "recepito il messaggio" del presidente Usa e stanno "intensificando i loro sforzi" lasciando le basi a disposizione come da patti. Così il segretario Nato Rutte, a Yerevan nel ruolo di "pompiere" dell'Alleanza. In assenza di Trump, il più vicino alle ragioni del tycoon. Per l'Alto rappresentate Ue Kallas, l'America resta "l'alleato più importante ma le relazioni sono sotto pressione".
Confronti costruttivi, bilaterali e multilaterali, ma pure tensioni, ieri: tra la N.1 dell'Europarlamento Metsola e il presidente dell'Azerbaigian Aliyev, che ha accusato il Parlamento Ue di "diffondere calunnie e bugie" sul proprio Paese.