Ora cala il gelo su Strada "Non lo chiamano..."

Dopo la telefonata del premier, nessuno si è più fatto sentire, ed il fondatore di Emergency è ancora in attesa di una comunicazione

Ora cala il gelo su Strada "Non lo chiamano..."

La proposta di affidare a Gino Strada l'incarico di commissario straordinario della sanità calabrese sembra essere già naufragata. Affossata sin da subito anche da Antonino Spirlì, presidente facente funzioni della regione in questione, l'idea che piaceva tanto alle Sardine e ad alcuni esponenti della sinistra fatica a concretizzarsi, e da giorni i contatti si sono interrotti.

E dire che, come riferisce "Repubblica", il fondatore di Emergency era già pronto ad accettare il ruolo e mettersi al servizio della Calabria.

Dopo il flop clamoroso della scelta di Giuseppe Zuccatelli, finito presto sulla graticola per alcune sue affermazioni sul virus e sulle mascherine, il governo sperava proprio in un nuovo (ma neanche troppo) volto che potesse risollevare la situazione. Pareva ormai cosa fatta. Il premier Giuseppe Conte si era sbilanciato, parlando di"(...) un buon nome", ed aveva già sentito telefonicamente Strada. Il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia era stato ancora più diretto: "Gino Strada si è detto disponibile a dare una mano, la valutazione la sta facendo Speranza", aveva dichiarato, aggiungendo inoltre che il medico si trovava già in Calabria. "È già in contatto con il commissario e fa già delle cose importanti". Emergency, infatti, si occupa di gestire degli ambulatori di medicina solidale nella zona della Piana di Gioia Tauro.

Gli entusiasmi erano però stati fin da subito spenti da Giorgia Meloni che, senza fare troppi giri di parole, nel corso dell'intervista concessa a "Start" di Sky Tg24 aveva bollato l'idea di dare a Strada il posto di commissario straordinario come"una scelta molto politica". "Mi pare si facciano scelte molto politicizzate e mi chiedo se sia il tempo delle scelte ideologiche, di mettersi a fare politica su una materia come quella che stiamo trattando", aveva poi rincarato la dose la leader di Fratelli d'Italia.

Ancora più dura da incassare la bocciatura arrivata dal presidente facente funzioni Antonino Spirlì, che nel suo concitato intervento a Tagadà aveva espresso un concetto incontestabile: in Calabria ci sono medici perfettamente in grado di ricoprire il ruolo, ed il commissario dovrebbe essere scelto fra loro. "Noi abbiamo bisogno che in Calabria, dove ci sono fior di professori, si cerchi qui chi si deve occupare della sanità calabrese. Non abbiamo bisogno di essere schiavizzati nella nostra sanità. Ora basta, è una vergogna a cui il governo deve mettere la parola fine. Non abbiamo bisogno di geni che vengono dalle altre parti del mondo", aveva dichiarato il presidente Spirlì. "Ma cosa c'entra Gino Strada? La Calabria è una regione dell'Italia. Non abbiamo bisogno di medici missionari africani. Non ne abbiamo necessità".

Tanto pare essere bastato per convincere l'esecutivo a fare un passo indietro. Da Emergency dichiarano di non aver ancora saputo nulla dal governo, e di essere in attesa.