Stupro, 4 anni e mezzo a Dani Alves. Il calciatore condannato in Spagna

Il più vincente della storia del calcio riconosciuto colpevole di violenza

Stupro, 4 anni e mezzo a Dani Alves. Il calciatore condannato in Spagna
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Non Pelè, non Maradona. Nemmeno Messi o Cristiano Ronaldo. Il calciatore che nella storia del pallone ha vinto più trofei è Dani Alves da Silva, noto a tutti come Dani Alves. Ma da ieri il suo nome sarà ufficialmente ricordato per ben altro. L'ex campione brasiliano è stato infatti giudicato colpevole di aver aggredito sessualmente una donna in una discoteca di Barcellona e condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione e 150mila euro di risarcimento. Barcellona, Juventus, Paris Saint Germain: l'immagine di calciatore vincente buttata via nel peggior modo possibile.

I giudici non hanno creduto alla versione del calciatore e hanno stabilito che abbia realmente aggredito la donna, all'alba del 31 dicembre 2022. La ragazza ha denunciato di essere stata violentata nel bagno di un esclusivo nightclub di Barcellona frequentato da Dani Alves. Al banco dei testimoni, ha raccontato di aver ballato con Alves e di essere entrata volontariamente nel bagno del nightclub, ma anche di aver cambiato idea. Voleva andarsene e lui glielo ha impedito. Ha raccontato di essere stata schiaffeggiata, insultata e costretta ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà. Il brasiliano, in carcere dal 20 gennaio 2023, nel corso del processo ha modificato la sua linea di difesa. In prima battuta ha negato qualsiasi contatto sessuale con la donna, poi ha ammesso di aver avuto rapporti con lei ma che erano consensuali. A suo dire, il cambio di versione è giustificato dal tentativo di salvare il suo matrimonio. I suoi avvocati, hanno anche puntato sul tentativo di dimostrare che Alves quella sera fisse ubriaco ma senza ottenre risultati. I pubblici ministeri avevano chiesto una condanna a nove anni di carcere mentre i legali che rappresentano la donna chiedevano 12 anni. La difesa, che ha annunciato che impugnerà la sentenza puntando a una revisione, aveva chiesto invece l'assoluzione o, in caso di condanna, una pena di un anno più un risarcimento di 50mila euro a favore della vittima.

Il caso Alves, oltre a sconvolgere il mondo del calcio, ha aperto un fortissimo dibattito in Spagna. Si tratta infatti della prima condanna di peso per cui è stata applicata la a legge rinominata «solo sì è sì», che ha eliminato la differenza tra abuso e aggressione sessuale, approvata durante il secondo governo di Pedro Sanchez. In molti nel Paese, a partire dal partito popolare, sostengono che la legge abbia avvantaggiato il molestatore sessuale rispetto alla vittima.

Con la precedente legislazione infatti, Alves avrebbe avuto una pena minima di sei anni. Soddisfatte invece le femministe che parlano di primo passo avanti in quanto al centro del processo è stato posto il consenso della donna.

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