Sud bomba a orologeria. L'sos di Calabria e Sicilia. "Mandateci l'esercito"

Musumeci: in 31mila dal Nord. Primi morti in Sardegna. I sindacati: "Ospedali impreparati"

L'Italia del Centro-Sud si sta preparando al boom dei contagi da Covid-19: sedute straordinarie dei vertici regionali via skype, videoconferenze con le autorità nazionali, videochiamate tra diverse unità di supporto e non ultimo messaggi alla cittadinanza da parte di governatori e sindaci. Già, ma quest'Italia è anche quella che deve fare i conti con un altro nemico: quei tangibili deficit gestionali che per anni hanno depauperato i servizi assistenziali sia in termini di tagli ai posti letto che alla diagnostica, spinto alte professionalità a emigrare al nord se non addirittura all'estero. E l'assistenza sanitaria ai tempi del Coronavirus certo non si può improvvisare. Senza contare la penuria di presidi protettivi (occhiali, mascherine, tute e guanti) che medici, tecnici di laboratorio e infermieri acquistano da soli.

È emblematico il caso della Toscana dove è intervenuto il Nas dei Carabinieri perché mancando le mascherine i sanitari venivano costretti a lavarle, realizzarle artigianalmente o a utilizzarle senza limiti. L'ordine regionale degli infermieri, dopo il primo caso di un collega contagiato, si è appellato al governatore Enrico Rossi lanciando un grido di allarme per garantire gli adeguati dispositivi a tutti gli operatori. Peggio ancora va nel Lazio dove nei nuovi reparti Covid allestiti per l'emergenza è stato dislocato personale proveniente dai dipartimenti di odontoiatria, oculistica, ambulatori di primo livello senza alcuna formazione preventiva. «Siamo oramai all'armiamoci e partite, sembra di trovarsi in trincea contro un invisibile nemico. Tristi e abbandonati. E pur facendo appello a scienza e a coscienza avvertiamo una forte la paura che ci fa ripetere: che Dio ce la mandi buona».

È la voce delle corsie che riportano i sindacati. I medici in prima linea non possono se non con i loro referenti aziendale. E scendendo ancora giù per lo Stivale la fotografia è univoca: nelle Asl mancano ancora protocolli e procedure comuni specifiche. Tutto è lasciato ai singoli servizi, ai singoli dirigenti medici responsabili di mettere in campo, a mani nude, tutto quello che possono. Nei reparti Covid sono state assegnate unità sanitarie di servizi temporaneamente chiusi con competenze infettivologiche studiate all'università e aggiornate a carattere generale. Questo accade mentre l'onda dei contagi investe il Sud e come in una corsa contro il tempo sono i governatori a tenere alta la bandiera degli annunci. In Campania Vincenzo De Luca, dopo aver messo in quarantena Ariano Irpino, ha dichiarato che si sta lavorando per trasformare in dieci giorni il Loreto Mare di Napoli in un ospedale dedicato alla lotta contro il virus. Intanto però si è dovuto bloccare il pronto soccorso del San Giovanni Bosco per procedere alla sanificazione dopo un decesso. In Puglia il presidente Michele Emiliano in seguito all'arrivo di cittadini dalla Lombardia ha nominato un super esperto e conta di ricorrere agli ospedali privati. Intanto muore al Policlinico di Bari un uomo di 38 anni dopo 10 giorni di agonia nell'ospedale di Putignano.

Analoga invece la decisione dei governatori di Calabria e Sicilia, Santelli e Musumeci che consapevoli delle pecche sanitarie ereditate dalle precedenti amministrazioni di sinistra, si sono appellati all'esercito. In Sicilia sono 31mila i cittadini arrivati dal Nord in pochi giorni. Tuttavia Musumeci ha già messo a punto un piano per i cosiddetti Covid-Hospital: reclutamento di personale sanitario, coinvolgimento di professionisti impegnati nell'ospedalità privata e acquisto di nuove attrezzature. E alla morte da Covid-19 non resta immune neppure la Sardegna. Sono stati segnalati ieri i primi due decessi, uno a Cagliari l'altro a Sassari.

Riceviamo e pubblichiamo.

In relazione all'articolo dal titolo "Sud bomba a orologeria. L'sos di Calabria e Sicilia. "Mandateci l'esercito" a firma Antonella Aldrighetti, in cui si parla di un intervento dei Nas dei Carabinieri negli ospedali del Servizio Sanitario Regionale della Toscana, si precisa che nelle medesime strutture sanitarie mai vi è stato alcun intervento del Nucleo Antisofisticazione dell'Arma. Pertanto la notizia è destituita di qualsiasi fondamento.

Federico Taverniti - Redattore Toscana Notizie (Agenzia di informazione della Giunta Regionale della Toscana)

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