Sunak, l'influencer al contrario. Tremano pure le sneaker di moda

L'impopolare premier indossa delle Adidas "Samba" per apparire "trendy": deriso sui social. E ora le scarpe rischiano il contraccolpo

Sunak, l'influencer al contrario. Tremano pure le sneaker di moda
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Un influencer al contrario. Tutto quello che tocca smette di funzionare, perde l'aura cool, deraglia dai circuiti dell'aspirazionale. Le sneakers come il partito. Lui depotenzia, smorza i sorrisi, fa girare le teste dall'altra parte. Il primo ministro inglese, Rishi Sunak, sembra la Ferragni. Ma quella di adesso però. Quella del post Pandoro, del post Fedez, del post social.

Sostanzialmente, agli inglesi, Sunak ha smesso di piacere già il secondo giorno dopo la sua elezione. Vedergli varcare la «sacra» porta del numero dieci di Downing Street li ha come ridestati dall'incantesimo che li aveva condotti alle urne evidentemente obnubilati. Il gradimento del milionario indiano si è messo a rotolare verso il basso a rotta di collo. Da subito. Tanto che oggi c'è chi sostiene che i disperati Conservatori (avrebbero un distacco di almeno venti punti dai Laburisti), vorrebbero tentare un blitz subito dopo le elezioni amministrative del 2 maggio e cambiare uomo in corsa. Il governo prevede infatti una sconfitta umiliante e vorrebbe porre rimedio il prima possibile. Ai fallimenti non bisogna lasciare spazio perché altrimenti si prendono ogni cosa. Come ha dimostrato l'incredibile vicenda delle Adidas Samba. È bastato che il primo ministro le indossasse nel corso di un'intervista perché magicamente crollassero le vendite delle sneakers e (ulteriormente) la popolarità del ben maritato (la moglie possiede un patrimonio di settecento milioni di euro). E dire che si tratta delle scarpette in voga tra i più trendy, a Londra in particolar modo: Kate Moss, per esempio, le possiede un po' in tutte le combinazioni cromatiche. Eppure su Sunak sono apparse subito troppo bianche, troppo nuove, troppo estranee. Come se gli avessero montato i piedi di qualcun altro. Nessuno ha creduto all'operazione «sono uno di voi» dell'algido Creso che una volta si presentò su un cantiere calzato Prada, che ha una consorte multimilionaria e che è sempre risultato poco empatico perfino per il granitico popolo inglese. Che appunto gli contesta l'incapacità (per non dire l'impossibilità) di immedesimarsi nei problemi della gente comune. E infatti lascia dietro di sè, devastati, i settori che riguardano proprio «la base»: una sanità pubblica disastrosa e altrettanto disastrosi trasporti pubblici. Cosa ne potrà mai sapere lui, di code per i mezzi e di esami clinici costosi?

Sembra che l'ex studente di Oxford (ha anche un Mba a Stanford, però) abbia già pronto un futuro (i suoi detrattori sperano un immediato futuro) in California magari (come scrive il Corriere della Sera) in qualche fondo d'investimento per l'Intelligenza Artificiale.

Meglio sarebbe per l'Emotività Artificiale che è il minimo che ci vorrebbe per umanizzarlo un po'. Agli inglesi non piace: rigidino, seriosetto, chiuso, fintamente genuino.

Con una first lady accanto (la moglie, Akshata Murthy) immediatamente costretta a imbrigliare il suo stile di vita da upper-upper class per non alimentare le critiche con cui gli elettori già bersagliano il marito. Con queste premesse, non c'è da stupirsi che per una scarpetta sia venuto giù il Paese. Quelle Samba hanno troppo ritmo per stargli ai piedi.

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