Tagliando antifrode, ecco cosa cambia per gli elettori

Per la prima volta gli elettori non potranno più inserire nell'urna la loro scheda votata. Lo farà il presidente del seggio, dopo aver verificato il codice alfanumerico antifrode

Tagliando antifrode, ecco cosa cambia per gli elettori

Per evitare il rischio di imbrogli quest'anno la scheda su cui voteremo presenta una novità importante: si tratta del tagliando antifrode. Un pezzettino di carta su cui è stampato un codice alfanumerico che serve a verificare che la scheda che verrà inserita nell'urna è proprio quella che ci è stata data dal presidente del seggio.

Vediamo come funziona il meccanismo. Prima che ci venga consegnata la scheda i componenti del seggio annotano il dodice. Dopo che abbiamo votato non dobbiamo inserire la scheda nell'urna ma va consegnata al presidente di seggio, che rimuove il tagliando e verifica che il codice riportato sia uguale a quello registrato in precedenza. Solo dopo questo controllo la scheda può essere inserita nell'urna.

La novità più grande è che gli elettori, dunque, non potranno più inserire la scheda nell'urna. La legge elettorale, infatti, stabilisce che il presidente "stacca il tagliando antifrode dalla scheda, controlla che il numero progressivo sia lo stesso annotato prima della consegna e, successivamente, pone la scheda senza tagliando nell’urna".

Ma perché questa novità? Come dicevamo prima lo scopo è quello di evitare che qualcuno inserisca nell'urna una scheda votata all'esterno, con la scheda bianca ricevuta al seggio che viene portata all'esterno e, di fatto, va ad alimentare questo meccanismo truffaldino volto a controllare il voto. Precisazione: il tagliando con il codice numerico viene rimosso dalla scheda perché, ovviamente, il voto è segreto e non può essere riconducibile in alcun modo a chi lo ha espresso.

Ricordiamo che per votare l’elettore deve presentarsi al seggio con la propria tessera elettorale e un documento d’identità valido (carta d’Identità o altro documento munito di fotografia).