Non bastano più le chiacchiere, le proteste formali, le condanne anche pesanti. Stavolta, il governo italiano è determinato a fare qualcosa di concreto. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani indica il primo obiettivo, quello che si è messo in mostra in un vergognoso video, deridendo e umiliando gli attivisti della Flotilla imprigionati. Contro il ministro israeliano di estrema destra Ben Gvir il vicepremier invoca sanzioni europee.
L'irritazione dell'esecutivo è tutta nel post pubblicato da Tajani, in cui annuncia di aver "formalmente chiesto all'Alto Rappresentante Kaja Kallas di includere nella prossima discussione dei ministri degli Esteri Ue l'adozione di sanzioni contro il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Ben Gvir per gli inaccettabili atti compiuti contro la Flotilla, prelevando gli attivisti in acque internazionali e sottoponendoli a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani".
Il titolare della Farnesina è leader di Fi, prima di partire per la Svezia dove incontrerà i ministri degli Esteri della Nato e certo parlerà anche della Flottilla, mette in chiaro che il livello di tensione con l'esecutivo Netanyahu è salito.
Con la premier Giorgia Meloni e l'altro vicepremier Matteo Salvini si è decisa una reazione dura, dopo fatti che per Tel Aviv non possono che rappresentare un autogol di fronte al mondo. Ma per ora l'attacco è circoscritto a Ben Gvir e l'Italia sembra sulla stessa linea almeno di Francia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito.
Dopo la convocazione alla Farnesina dell'ambasciatore israeliano per la protesta formale, le scuse ancora non sono arrivate, malgrado Netanyahu abbia riconosciuto "l'errore". Tajani ha apprezzato la presa di distanza, anche del ministro degli Esteri Sa'ar e del presidente Herzog, che sarebbero molto irritati con Ben Gvir e sa che la campagna elettorale in Israele è feroce, ma si aspetta che il premier faccia di più, per isolare il suo ministro e non solo. Le pressioni sul governo israeliano chiedono implicitamente uno stop alla deriva che rompe ogni regola di diritto internazionale e di più largo rispetto dei diritti umani.
Il cambiamento di atteggiamento è evidente. Nelle scorse settimane l'Italia con la Germania si è opposta in sede europea ad applicare sanzioni contro i ministri dell'estrema destra Ben Gvir e Bezalel Smotrich, ora è il nostro governo a chiederle per il primo. Tajani infatti ricorda "la proposta che era già stata accantonata" dicendo che "dovrà essere riportata all'ordine del giorno e avviare un'ulteriore istruttoria: è la soluzione più rapida e incisiva".
Tutto questo mentre la Farnesina cura il ritorno degli attivisti italiani catturati, partiti da Eilat con voli charter, dopo l'arrivo a Roma per primi del parlamentare 5S Dario Carotenuto e del giornalista del Fatto quotidiano Alessandro Mantovano, che hanno raccontato soprusi e violenze subite da tutti i partecipanti alla Flotilla. La priorità del governo, sottolinea Tajani, è "garantire l'incolumità e il rientro dei cittadini italiani coinvolti".
Le posizioni dell'Italia si sono gradualmente indurite: nelle risoluzioni Onu pro-Palestina prima si asteneva, ora vota a favore. In Europa cerca di mantenere un rapporto diplomatico con Tel Aviv, ma l'11 maggio il ministro ha annunciato da Bruxelles che l'Ue aveva deciso sanzioni per i coloni violenti ( subite poi da 4 di loro) e per alcuni rappresentanti di Hamas. Inoltre, l'Ue sta valutando uno stop delle importazioni dei beni prodotti in Cisgiordania, proprio per colpire i coloni israeliani. Il governo italiano, inoltre, in questi mesi ha sempre detto che ogni ipotesi di annessione della Cisgiordania è inaccettabile. Quanto all'impegno umanitario, il nostro Paese è da anni in prima linea. Il governo ha prorogato lo stato di emergenza per interventi nella Striscia, alzando a 40 milioni di euro i contributi per il progetto Food for Gaza.
E solo pochi giorni fa Tajani ha accolto i primi 59 di 72 studenti palestinesi usciti da Gaza che studieranno in 21 università italiane.Si aggiungono ai 157 ragazzi già trasferiti tra settembre e dicembre, nell'operazione "Corridoi universitari".