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Magistratura

Luca Fazzo: "Da Ranucci teorema senza prove. È ossessionato da me ma io non lo conosco"

Neanche a Palazzo San Macuto ha nascosto la sua fissazione

Luca Fazzo: "Da Ranucci teorema senza prove. È ossessionato da me ma io non lo conosco"

Non conosco Sigfrido Ranucci. Avevamo (ma questo l'ho scoperto dopo) una fonte in comune: Carmine Gallo, il superpoliziotto di Equalize. Quando Carmine è morto, mentre si trovava agli arresti domiciliari, ai suoi funerali c'era un sacco di gente. Io c'ero. Ranucci non mi sembra di averlo visto. Ma quando gli amici cadono in disgrazia ognuno si comporta come ritiene. Ieri mi è toccato scoprire un'altra cosa: che il 4 novembre scorso il collega Ranucci mi ha fatto l'onore di citarmi davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia, davanti cui era comparso per parlare dell'attentato (fortunatamente fallito) subito il mese prima. Ranucci prima se la prende con il sottosegretario Fazzolari, poi con me: che avrei firmato "una serie di articoli" in cui "si adombrava un ruolo di mio fratello alla Striano". Avrei cioè adombrato che il fratello di Ranucci, che di mestiere lavora alla Guardia di finanza, svolgesse un ruolo simile a quello di Pasquale Striano, il luogotenente della Finanza che trafugava dossier segreti e li passava ai giornalisti amici. Io questa cosa non l'ho mai scritta, né pensata, né saputa. Forse Ranucci si confonde. È spiacevole che lo faccia davanti all'Antimafia, in audizione segreta, ma succede di confondersi.

Dal verbale di Ranucci però scopro anche altre cose. Ranucci dice che "è singolare" che i miei "diversi articoli" vengano pubblicati "sul Giornale che fa riferimento ad Angelucci" nel momento in cui Fazzolari ce l'aveva su con Report. Tradotto: avrei agito su mandato di Fazzolari (che non conosco). Non so che giornalisti frequenti Ranucci, se siano abituati a scrivere su commissione. Io non lo faccio. Se Ranucci è in grado di dimostrare il contrario, lo dimostri. Altrimenti siamo davanti a quello che Stefano Esposito, che ho intervistato ieri, definisce il metodo Report. Stavolta, anziché in onda sulla tv pubblica, viene impiegato davanti a una commissione parlamentare d'inchiesta. Non so cosa è meglio. Neanche lì, a palazzo San Macuto, Ranucci riesce a nascondere quella che è una sua fissa nei miei confronti: e spiega ai parlamentari che Fazzo è stato "allontanato per i suoi rapporti con i servizi". Almeno questo è vero. Ranucci lo tira fuori spesso, anche se è roba di ventun anni fa: e mi fa piacere, perché dimostra che nei ventun anni successivi non ho avuto altre colpe, e ciò mi consola. Ma ad essere straordinario è che i "rapporti con i servizi" mi vengano rinfacciati da un collega che sa bene che i servizi segreti sono una fonte come un'altra, e che se ti occupi di certe cose e non hai in rubrica qualche numero di "barba finta" sei un po' uno sfigato. Credo e spero per lui che anche Ranucci avesse "rapporti con i servizi", anche se su questo tema Mario Draghi mise il segreto di Stato. Quando fu un suo collaboratore a chiamarmi per chiedere quali fossero le mie fonti, io gli spiegai più umilmente che esiste un segreto professionale. Ma diciamo che trovai bizzarra la domanda.

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