Torna la paura a Nembro. Allarme al centro estivo per un bambino positivo

Il bimbo, 7 anni, era asintomatico: da circa 20 giorni frequentava la colonia con 250 minori

Torna la paura a Nembro. Allarme al centro estivo per un bambino positivo

Per Nembro, il comune italiano più colpito dal coronavirus, da poco uscito dall'incubo, scoprire un bambino positivo in un centro estivo vuol dire riaprire una ferita che dopo quattro mesi di lutti e sofferenze si stava finalmente rimarginando. Una notizia devastante per la comunità della bergamasca che ha contato 188 morti su 11mila abitanti.

Si tratta di un bimbo di 7 anni iscritto al Cre dell'oratorio che lunedì ha scoperto per caso di aver contratto il Covid al pronto soccorso dell'ospedale Giovanni XXIII, dove era stato portato dopo essersi fratturato un braccio. Il tampone, al quale è stato sottoposto per precauzione, ha dato esito positivo. Nonostante il piccolo non avesse manifestato alcun sintomo. Adesso bisogna capire con quante persone era venuto in contatto durante le sue giornate di gioco, visto che l'oratorio del paese è frequentato da circa 250 ragazzini. È probabile che sarà isolato soltanto il gruppo di cui faceva parte e i loro accompagnatori. Ma nonostante le regole per il contenimento del contagio prevedano che i partecipanti ai centri estivi vengano divisi in gruppi da 7 massimo 8 iscritti ciascuno - per garantire il distanziamento e per facilitare l'isolamento nell'eventualità di infezioni - sono alte le probabilità che in un contesto così numeroso, per altro già alla terza settimana di attività del centro, il piccolo si sia relazionato anche con altri. Adesso i sanitari dell'Ats dovranno effettuare controlli e tamponi sui partecipanti per vedere se si rischia l'attivazione di un nuovo focolaio. Tanto è bastato per scatenare il panico nel comune della Val Seriana già così duramente colpito dall'epidemia, dove finora erano stati proprio i bambini gli unici ad essere risparmiati dal coronavirus.

Tamponi a tappeto saranno effettuati anche nel campo rom di Scampia, nella zona nord di Napoli. Tre le persone risultate positive. La prima è stata una ragazza di 17 anni incinta, al settimo mese di gravidanza, ora ricoverata al secondo Policlinico di Napoli. Dopo la scoperta di questo caso la Asl ha sottoposto al test altre 11 persone che avevano avuto contatti stretti con la giovane. Da qui sono emersi altri due casi di positività: il marito della ragazza e lo zio, entrambi residenti nello stesso campo nomadi, che si trova a ridosso della Circumvallazione esterna ed è gestito dal Comune partenopeo. Adesso si attende l'esito degli altri tamponi per capire se anche qui c'è un nuovo focolaio da tenere a bada. Per il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, «la situazione è sotto controllo». Il governatore ha comunque informato il ministero della Salute e dell'Interno perché era pronto, nel caso fossero stati trovati più contagi, a mettere in quarantena tutto il campo.

A parte la paura di nuovi focolai, che fa ormai parte della nuova normalità post-emergenza, la situazione nel resto del Paese è sotto controllo, come emerge dall'ultimo bollettino. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 162 nuovi casi, in lieve aumento rispetto ai 114 casi di martedì. Le vittime invece sono scese da 17 a 13. I pazienti attualmente positivi al Covid-19 sono 12.493, 426 in meno rispetto al giorno prima. In Lombardia i casi sono raddoppiati rispetto a martedì, passando da 30 a 63, ma a fronte di un maggior numero di tamponi effettuati. Salito di 475 unità il numero delle persone guarite nella regione più colpita. Dei 20 casi registrati nel Lazio, invece, 10 sono di importazione, 7 dei quali hanno un link con voli di rientro dal Bangladesh.

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