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Astronauta malato: la missione rientra

Tornata la "Crew 11". È la prima volta dall'Iss

Astronauta malato: la missione rientra
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Non era mai capitato che uno degli ospiti della Stazione spaziale internazionale si ammalasse lassù, a circa 400 chilometri di altezza. Purtroppo è accaduto e la missione Crew 11 è dovuta rientrare con circa un mese di anticipo rispetto ai programmi. Così ieri la navicella la navetta Crew Dragon Endeavour ha fatto un perfetto ammaraggio al largo delle coste californiane, è stata recuperata dal personale specializzato. Il primo a uscire dalla navetta è stato il più anziano, il 58enne Mike Fincke (nella foto) della Nasa. Ha salutato sorridente e si è accomodato sul lettino per un primo check medico. La seconda a lasciare la navetta è stata Zena Cardman, anch'essa della Nasa e anch'essa sorridente. Poi è toccato agli altri due: Kimiya Yui, dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa, e Oleg Platonov dell'agenzia spaziale russa Roscosmos.

I quattro, dopo 167 giorni in orbita e dopo un viaggio di rientro di circa dieci ore, sono stati poi caricati su un elicottero e portati in ospedale per controlli più approfonditi. Non si sa chi di essi abbia avuto il problema di salute né di cosa si tratti perché è stato posto in essere un rigido protocollo di protezione della privacy degli astronauti e anche con questo si spiega il ricovero di tutti e quattro per una notte in ospedale. Di certo però deve essersi trattato di un problema abbastanza urgente da giustificare il primo rientro anticipato della storia di una missione spaziale dalla Iss.

I casi di malattie durante una missione spaziale sono piuttosto rari, visto che i controlli preventivi sugli astronauti sono capillari ed è obbligatorio rispettare una quarantena. Si ricordano i casi di Vitaly Zholobov (1976) e di Vladimir Vasyutin (1985), entrambi cosmonauti sovietici, ma era un'altra epoca.

Ora sulla Stazione spaziale internazionale sono rimasti soltanto in tre, caso anch'esso molto insolito: il comandante Sergey Kud-Sverchkov(Roscosomos) e gli ingegneri spaziali Sergei Mikaev (Roscosmos) e Christoper Williams (Nasa). I colleghi della Crew 12 dovrebbero raggiungerli fra meno di un mese.

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