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Selvaggia Lucarelli: "Troppo ambiguo. Perché quei due sono così amici?"

La giornalista Selvaggia Lucarelli stima ma condanna il collega

Selvaggia Lucarelli: "Troppo ambiguo. Perché quei due sono così amici?"
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"Non so quale sia la verità, ma certo di ambiguità in questa storia ce n'è parecchia". Selvaggia Lucarelli interviene sulla vicenda Lavitola-Ranucci. A Selvaggia puoi dire tutto ma non che è ipocrita. E si sa anche che è una donna libera e irriverente, ma sostanzialmente vicina alla sinistra. Seppure in modo del tutto indipendente. E anche Ranucci è un giornalista ben radicato nella storia e nelle idee della sinistra. Tanto che, a quanto sembra, aveva deciso di provare a dare la scalata al campo largo per diventarne il leader. Ora questa storia della sua amicizia con Valter Lavitola, faccendiere con diversi precedenti penali, e l'ipotesi che sia stato proprio il suo amico Lavitola a organizzare l'attentato contro di lui, nel quale fu fatta saltare in aria la sua auto parcheggiata sotto casa, apre una discussione complicata su Ranucci, leader incontrastato della trasmissione Report su Rai 3 ed eroe del giornalismo di sinistra.

Selvaggia, ti sei fatta un'idea su questa storia?

"Beh, passare da quella bomba poteva uccidere, mia figlia era da poco passata da lì e anche io a Se Lavitola ha delle responsabilità sono sicuro che non voleva farmi del male non può non suonare ambiguo".

Già. Ti riferisci a due dichiarazioni rilasciate proprio da Ranucci a qualche mese di distanza l'una dall'altra. Sono dichiarazioni che stridono.

"Eh, si. Se una bomba esplode sotto l'auto di famiglia, l'atto in sé prevede il rischio di uccidere".

Ma allora perché Ranucci oggi sembra voler ridimensionare quella bomba, dopo avere fatto per mesi la vittima di una trama terroristica?

"Ridurre un atto terroristico e con modalità mafiose a una sorta di bravata o a un messaggio trasversale, qualunque cosa voglia dire questa espressione, sembra quasi una linea difensiva anziché accusatoria. Ranucci difende il presunto bombarolo?".

Comunque sappiamo per certo che Ranucci era amico di Lavitola

"E qui mi pongo un'altra domanda: perché Lavitola, pregiudicato e uomo dalle mille ombre, è amico fraterno di Ranucci? Come si spiega?".

Ranucci è il totem del giornalismo di inchiesta di sinistra che denuncia condanna e non perdona nessuno

"Ranucci ha costruito narrazioni e servizi sulle amicizie pericolose di politici e personaggi pubblici e sull'orrore delle intimidazioni ai giornalisti, e ora minimizza ciò per cui tutti, istituzioni comprese, gli avevano espresso solidarietà".

Ma tu hai stima per Ranucci?

"Anche chi lo stima non può non accorgersi che tutto stride fortemente con la sua consueta intransigenza etica e professionale".

Lui sta rilasciando delle interviste nelle quali cerca di spiegare la sua posizione.

"A ogni intervista che rilascia rende la vicenda ancora più ambigua".

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