Ammazzato a sprangate in casa. È giallo a Pordenone per l'uccisione di Mario Ruoso, 87 anni, patron di TelePordenone e del Garage Venezia, trovato cadavere ieri pomeriggio nella propria abitazione a Porcia, nell'hinterland friulano. "La vittima è stata colpita alla testa con un corpo contundente", spiega il procuratore Pietro Montruone uscendo dal luogo del delitto.
Un attico al settimo piano di un'elegante palazzina, mentre gli esperti della polizia scientifica di Padova sono all'interno, impegnati nei rilievi e, soprattutto, nella ricerca dell'arma. Colpito più volte alla testa, secondo la perizia del medico legale Antonello Cimelli giunto sul posto dopo che i sanitari del 118 ne hanno constatato il decesso, alle 16,30. Deceduto da ore, sempre secondo la perizia. Referto che escluderebbe la morte accidentale: una caduta in seguito a un malore o un incidente domestico. Insomma, chi voleva morto il noto imprenditore? A trovare il cadavere il nipote Alessandro, pilota di enduro, che, preoccupato delle mancate risposte al telefono, si è presentato da lui. Ruoso è stato trovato riverso a terra, vicino la porta d'ingresso, con una profonda ferita alla testa. Secondo una prima ricostruzione l'imprenditore avrebbe aperto al suo assassino. Ma non lo avrebbe fatto entrare in casa. Lo conosceva? Gli inquirenti, gli agenti della squadra mobile di Pordenone, non sono ancora in grado di escludere una rapina anche se nell'appartamento non mancherebbero denaro o preziosi.
Cavaliere del lavoro, Ruoso era noto soprattutto per la sua attività di rivenditore di auto in tutto il Nord Est con il suo Garage Venezia. Non solo. Lungimirante, Ruoso aveva scommesso anche nell'informazione locale fondando l'emittente televisiva TelePordenone chiusa due anni fa dopo decenni di attività. Realtà significative per lo sviluppo imprenditoriale e mediatico del territorio. "Con la scomparsa di Mario Ruoso viene a mancare una figura che, in particolare attraverso le attività del Garage Venezia e di TelePordenone, ha contribuito positivamente alla vita economica e informativa del territorio, lasciando un segno profondo nella comunità pordenonese", commenta il sindaco di Pordenone, Alessandro Basso, in una nota di cordoglio.
"Alla sua famiglia e ai suoi cari rivolgo il pensiero e la vicinanza dell'amministrazione comunale, della città e mia personale in questo momento di dolore", conclude. La polizia ha già acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza e sequestrato il cellulare della vittima, portato ad analizzare per ricostruire le ultime ore di vita dell'87enne e i suoi ultimi contatti.