"Ah sì? Tu non sei il padrone...". La dura lite nel cuore della notte

Un Consiglio dei ministri finito a tarda notte in rissa. Che cosa si sono detti i ministri a porte chiuse

"Ah sì? Tu non sei il padrone...". La dura lite nel cuore della notte

Alla fine la riunione è praticamente finita in rissa. Nell’ultima notte del Conte bis, la rissa si è disputata sui soldi del Mes.

Rissa Bellanova-Gualtieri

A tenere banco inizialmente la ministra di Italia viva Teresa Bellanova che, come riportato dal Corriere, ha cercato di spiegare l’astensione di Italia viva sul recovery. Ma subito è stata attaccata e zittita. Gualtieri, Amendola, Boccia, e Provenzano hanno rigettato la richiesta-ultimatum di inserire i 36 miliardi per la sanità nel piano per il Next Generation Eu. Bellanova non è certo stata zitta e ha alzato la voce ancora di più, puntando il dito contro Gualtieri, ministro dell'economia e delle finanze: “Tu non sei il padrone del Recovery!”.

È quindi intervenuto il ministro della Salute Roberto Speranza che, invece di mitigare i toni, ha detto:“Dovete smetterla di strumentalizzare l’emergenza Covid”. E Conte ha subito sottolineato la frase in modo anche duro: “Chi specula sul numero dei morti per chiedere il Mes, offende la ragione e l’etica”. A mezzanotte e 40 minuti ancora la rissa non si era placata. Anche i 5Stelle hanno detto la loro uniti a Palazzo Chigi, definendo il Mes una “proposta irricevibile”. Insomma, quello che il premier ancora sperava prima di varcare la porta, ovvero di raggiungere un accordo con Renzi, sembra così essere naufragato miseramente. Anche perché Conte sembra irremovibile sulle sue posizioni, ed eventualmente toccherebbe al leader di Italia viva fare un passo indietro. Cosa alquanto impensabile da come stanno andando le cose.

Ecco chi è il responsabile della crisi

Il presidente del Consiglio ha continuato per tutta la notte a sostenere che “annunciare una crisi al buio in piena pandemia è un fatto molto grave e io non posso far finta di nulla, gli italiani devono sapere di chi è la responsabilità. In mattinata Palazzo Chigi in una nota ha fatto sapere che se Renzi deciderà di ritirare le sue ministre, per Conte “sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Iv”. Anche i dirigenti del Movimento sono dello stesso parere e mostrano di fare quadrato intorno al premier. Il Pd avverte: “È un suicidio, se bruci la strada del Conte ter e non hai i Responsabili, finisce che vai a casa”.

Qualcuno parla di una crisi lampo pilotata come tentativo estremo. Anche perché Renzi ha rinviato al pomeriggio la conferenza stampa. Prima del Consiglio dei ministri i dem contemplavano la possibilità che “se Renzi si ferma e vota il Dpcm, la proroga dello stato di emergenza e lo scostamento di bilancio, allora un rimpastino si può fare”. Sembra che Conte sia molto determinato a non mollare e lontano dall’idea di firmare le sue dimissioni. Un fedelissimo avrebbe fatto i suoi conti, arrivando al punto che, unendo i voti di Renzi, Salvini, Meloni e Berlusconi si arriverebbe a 153, con otto voti in meno della maggioranza assoluta. Conte potrebbe quindi continuare. Nel 1990 Andreotti andò avanti sostituendo i ministri dimissionari.

Conte sfida Renzi

Ma Conte sembra preferisca parlamentarizzare la crisi, anche rischiando di perdere la guerra. Il Colle non sarebbe però di questa idea, teme infatti forzature in un momento non proprio dei migliori per l’Italia. Ma Conte, in caso di strappo, vuole sfidare Renzi, anche incolpandolo della rottura irresponsabile da lui voluta. La speranza del premier è che qualcuno decida di votare per lui. Qualcuno dei suoi spera che abbia già trovato almeno una quindicina di voti per stare sicuri. Tra questi Gianni Letta. La Carfagna ha però definito il soccorso di Forza Italia come “fantascienza”. O anche l’ex azzurro e ora nel misto Raffaele Fantetti. Staremo a vedere, la partita è ancora tutta da giocare.