"Noi abbiamo la responsabilità, anche come genitori, di tutelare i nostri giovani e di evitare che assumano comportamenti dannosi per la loro salute psico-fisica. Molto spesso, anzi, sono proprio i ragazzi per primi a chiedere di aiutarli a uscire da quella che è una vera e proprio condizione di dipendenza". Il deputato di Fratelli d'Italia Riccardo Zucconi, autore di una proposta di legge per la tutela dei minori da un uso improprio di internet.
Esattamente cosa prevede la sua proposta?
"La mia proposta di legge prevede che sotto i 14 anni qualsiasi accesso a internet debba essere preventivamente autorizzato dai genitori. Poi, man mano che si cresce, dai 16 anni in su, sempre con l'autentificazione anagrafica preventiva, si potranno usare anche i social, fatta eccezione per i siti dannosi come i siti porno e di giochi d'azzardo".
Perché ritiene così urgente intervenire su questa materia?
"Perché le norme esistenti, sebbene il governo sia già intervenuto col Decreto Caivano, non bastano. Lasciare ai minori l'accesso a internet senza alcuna limitazione e a siti diseducativi sarebbe come lasciare che un bambino di 3 anni usi le forbici liberamente. Secondo uno studio scientifico persino i quozienti intellettivi dei nostri giovani risentono di questo bombardamento passivo continuo di video, notizie e musica che non consente di sviluppare il loro senso critico".
Il presidente Meloni ha confermato che il governo è al lavoro per rendere i divieti non più aggirabili. Crede che siamo di fronte a una svolta?
"Le dichiarazioni del presidente Meloni sono per me un punto di riferimento sempre e comunque. Ora non possiamo più tergiversare. Auspico che si chiuda questo percorso, anche se capisco che qualcuno potrebbe anche essere contrario, ma non fare nulla sarebbe un danno per tutti. Educare significa anche dare delle regole e, se non le diamo, siamo responsabili di quel che accade. Ricordo che l'accoltellamento a La Spezia di un ragazzino da parte di un compagno di classe nato da liti scoppiate sui social e sulle chat ci dimostra quanto sia urgente affrontare questo problema".
Eppure molti genitori usano il cellulare come una sorta di nuova baby-sitter...
"La responsabilità non è dei bambini, è nostra.
Non mi riferisco tanto ai bambini che guardano i cartoni animati dal cellulare mentre sono in ristorante, ma al fatto che il minore deve capire che il tempo di accesso a internet non è illimitato ed è deciso dai genitori. Non dimentichiamo che l'Ue, con il Digital Service Act, spinge per l'implementazione dei controlli anagrafici che devono essere rigidissimi".