Marion Maréchal è una delle leader della destra francese. Europarlamentare del gruppo Ecr (lo stesso di Giorgia Meloni), guida il movimento Identité et Libertés ed è nipote di Marine Le Pen, a Il Giornale lancia l'idea di un asse italo-francese per l'Europa guidato da Meloni e Le Pen.
Come cambia la corsa alle presidenziali dopo la sentenza del tribunale francese su Marine Le Pen? Ha possibilità di vincere le elezioni?
"I giudici hanno ridimensionato le accuse nei confronti del Rassemblement National e soprattutto non viene contestato a Marine nessun arricchimento personale. Sarebbe stato folle rendere ineleggibile il leader del primo partito di Francia per una disputa giudiziaria di questo tipo ma i nostri avversari speravano nell'ineleggibilità perché, e lo dicono, Marine oggi ha tutte le carte per diventare il nuovo presidente di Francia. I francesi non vogliono rischiare né altri cinque anni di macronismo né ancora peggio l'arrivo di Mélenchon e sanno che l'unico argine a ciò siamo noi. La possibilità di vittoria non è mai stata così concreta".
La destra francese è formata da varie sigle e partiti, è possibile replicare anche in Francia il "modello italiano" di un'alleanza tra le destre?
"La novità di queste elezioni presidenziali è che Marine Le Pen ha deciso di dare vita a una coalizione che include il mio movimento e quello del sindaco di Nizza Eric Ciotti. Purtroppo c'è ancora chi a destra privilegia i calcoli personali al bene comune, i Repubblicani e Reconquete si ostinano a voler presentare candidature di divisione pur sapendo di non avere alcuna speranza di accesso al ballottaggio e magari neppure di superamento della soglia di sbarramento, peraltro concentrando i loro attacchi su di noi invece che sulla sinistra. Un atteggiamento incomprensibile perché è un evidente aiuto a quelli che dovrebbero essere i loro primi nemici e che, se fossimo tutti uniti, avremmo la certezza matematica di sconfiggere. Ma è proprio questa ambiguità che sta portando molti loro elettori a unirsi a noi".
Lei cosa farà alle prossime presidenziali e come si posizionerà il suo movimento Identité et Libertés?
"Ovviamente sosterrò con tutte le mie forze Marine Le Pen con cui i rapporti sono ottimi. I deputati di Identité et Libertés già sono stati eletti e siedono all'Assemblea Nazionale in coalizione con il Rn. Il mio obiettivo è far vincere la destra e rappresentare all'interno di questa coalizione le istanze più conservatrici e identitarie: promozione di politiche a sostengo della natalità e della famiglia come istituzione fondamentale della nostra società, difesa dei nostri valori e della nostra cultura da wokismo e islamizzazione, blocco dell'immigrazione illegale e rimpatrio di clandestini, immigrati che delinquono o che vivono sulle spalle del nostro welfare senza contribuire, riduzione del debito pubblico, costruzione di un'Europa della Nazioni meno burocratica e capace di avere un ruolo geopolitico autonomo".
Il 2027 sarà un anno cruciale per l'Europa con le elezioni in Italia, Francia, Spagna, Polonia, è possibile un cambio di rotta delle politiche dell'Ue se la destra dovesse vincere in queste nazioni?
"È evidente. L'Europa non può cambiare finché non cambia il baricentro politico delle sue nazioni principali, fino a oggi Giorgia Meloni si è trovata a battersi sola contro tutti ma domani con noi al governo potrà finalmente avere nella Francia un solido alleato per spostare a destra Commissione e Consiglio europeo. Vi ricordo che il governo Macron è stato infatti in questi anni il vostro primo nemico quando c'è stato da fermare le Ong con i migranti o da proporre blocchi navali e indurimento delle politiche migratorie a livello europeo".
Giorgia Meloni in Italia e Marine Le Pen in Francia è dall'asse italo-francese che nasce il motore della nuova Europa?
"Sarebbe un sogno. Il governo Meloni nelle destre francesi è considerato un modello e i risultati che sta portando all'Italia hanno contribuito a rafforzare la richiesta da parte della popolazione di un governo di destra.
Ma l'Italia senza l'aiuto della Francia non ha la forza sufficiente per ribaltare la situazione, la Francia è indispensabile per costruire qualsiasi progetto di Europa alternativo a quello della burocrazia di Bruxelles: siamo l'unica nazione Ue con l'ombrello nucleare, l'unica presente con territori in tutti gli angoli del mondo, l'unica che siede come membro permanente al Consiglio di sicurezza Onu. Tuttavia neppure la Francia può fare granché senza l'Italia, alla coppia franco-tedesca non ho mai creduto e infatti si è rivelata un fallimento. È l'ora di un'Europa latina".