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"Tutti hanno fallito prima di me". Trump esulta: "È una pace reale"

Il piano Usa se l'Iran tradirà i patti: "Custodi del Medioriente con 20% dei ricavi". Quasi certa la presenza del tycoon, assieme al vice JD Vance, venerdì a Ginevra

"Tutti hanno fallito prima di me". Trump esulta: "È una pace reale"
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"Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell'intera regione. Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l'Iran, ma tutti hanno fallito prima di me". Donald Trump esulta dopo la conclusione dell'intesa con Teheran, che lui stesso ha firmato "in modalità digitale" insieme al capo del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf. "Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale", prosegue l'inquilino della Casa Bianca su Truth, mentre il vice JD Vance anticipa la sua presenza alla cerimonia ufficiale di venerdì, a cui potrebbe partecipare anche lo stesso Trump. "Io sicuramente ci sarò - spiega ad Abc - ma è possibile che ci sia anche il presidente in persona". "Probabilmente sarò già ripartito. Ma abbiamo una cena in programma fra un giorno e mezzo e forse faremo tardi. Potrei essere coinvolto o no. Vance viene", dice invece Trump dall'Europa durante il bilaterale con Emmanuel Macron (che ha organizzato per il collega americano una serata nei sontuosi saloni della Reggia di Versailles al termine del G7 di Evian).

Parlando al New York Times, comunque, il tycoon minaccia che qualora l'Iran non raggiunga un accordo nucleare definitivo con Washington, riprenderà gli attacchi militari contro Teheran o farà degli Stati Uniti "i custodi del Medioriente in cambio del 20% dei ricavi della regione". Oltre a promettere che la Repubblica islamica garantirà lo Stretto di Hormuz "permanentemente libero da pedaggi". Con l'apertura del passaggio, "prevista per venerdì, il petrolio tornerà a fluire liberamente, a beneficio sia della regione che del resto del mondo", aggiunge ancora su Truth, mentre Vance precisa che un maggiore flusso di traffico si sta già registrando nel cruciale passaggio marittimo. "Ci sono ancora molti dettagli da definire, ma l'accordo è strutturato fondamentalmente attorno a un processo di verifica in due fasi", spiega il vicepresidente in un'intervista a Cnbc, sottolineando che l'intesa conferisce agli Usa poteri di controllo sul programma nucleare iraniano, e "siamo fiduciosi di essere in una posizione di forza".

Il comandante in capo, intanto, dopo i festeggiamenti per i suoi 80 anni alla Casa Bianca, è arrivato in Europa per partecipare al G7 in Francia, accolto dal "padrone di casa", Emmanuel Macron, che lo attendeva per il primo bilaterale. "Sono molto felice di essere qui", sottolinea Trump, accompagnato dal segretario di Stato Marco Rubio e dal segretario al Tesoro Scott Bessent. Macron si trova ad affrontare un delicato equilibrio diplomatico con il leader americano, proprio mentre il New York Post riferisce la minaccia del tycoon di imporre dazi del 100% su vino e champagne francesi a meno che Parigi non rimuova una tassa sui servizi digitali. L'Iran non sarà l'unica questione esplosiva durante la tre giorni di Evian, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in arrivo oggi per fare pressione affinché si compiano progressi per la fine della guerra con la Russia ("abbiamo avuto un'ottima conversazione con lui e Putin domenica, vedo la possibilità di fare qualcosa anche su quel fronte", assicura Trump).

E prima ancora di atterrare a Ginevra, il tycoon lancia un duro attacco all'immigrazione dai paesi in via di sviluppo, sottolineando che "se importi persone dai paesi del Terzo Mondo, diventi rapidamente il Terzo Mondo, e non c'è nulla

che tu possa fare al riguardo". Parole, le sue, in linea con la posizione intransigente in materia, divenuta un pilastro della sua agenda politica, che spesso lo ha visto scontrarsi con gli alleati del Vecchio Continente.

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