Tweet russi a favore di Lega e M5S? Ecco tutto quello che non torna

L'inchiesta di Wired smonta il pericolo fake news provenienti dalla Russia. E adesso il dubbio è che l'esistenza delle fake news si traformi essa stessa in una bufala

Tweet russi a favore di Lega e M5S? Ecco tutto quello che non torna

In epoca di tweet e fake news, anche la loro stessa esistenza può diventare una notizia falsa. O comunque può essere utilizzato lo spauracchio delle fake per attaccare un partito, tendenzialmente anti-establishment. Succede anche in Italia, dove Lega e Movimento Cinque Stelle sono state identificati molto spesso come i beneficiari di questa ondata di notizie false fatte circolare via internet. Quasi sempre, a detta degli osservatori, provenienti dalla Russia.

Un sistema d'accusa ben rodato: un esercito di troll con una cabina di regia russa utilizza i social network per alimentare un sistema di disinformazione che aiuta i movimenti "populisti" e attacca i partiti tradizionali e i loro leader. Generalmente questo avviene via Twitter, con un uso di tweet e retweet per gonfiare ulteriormente il bacino di utenza.

Ma molto spesso, questo sistema d'accuse si fonda su un pregiudizio. E cioè si cerca di trovare il problema per forza anche dove non esiste. O comunque lo si ingigantisce a tal punto da renderlo molto più importante di quanto lo sia in realtà. E quindi succede che anche l'esistenza di fake news, come scrive il Wired, si trasforma essa stessa in una fake news. Specialmente in Italia.

Wired ha analizzato l'incidenza di questi presunti tweet in favore di Lega e Cinque Stelle. Tutto nasce, come spiega il sito, da un articolo apparso il 31 luglio su FiveThirtyEight, testata da Nate Silver che ha analizzato tre milioni di tweet che la stessa Twitter ha riconosciuto legati alla Internet Research Agency, la "fabbrica di troll" di San Pietroburgo ogetto di indagini nel Russiagate. In questo articolo, non appare mai l'Italia. Eppure questo lavoro è stato citato oggi dal Corriere della Sera per parlare della presunta ondata di tweet orchestrata contro Sergio Mattarella da parte di presunti troll comandati da Mosca.

Wired ha scaricato i tweet, isolato quelli in italiano, e ha scoperto che essi erano lo 0,6% del totale: solo 18mila. Ma non è tutto. Come spiega il sito, "non sempre, infatti, se nella colonna del database dedicata alla lingua compariva il valore 'italian', il tweet era scritto in italiano. Ce ne sono molti scritti in inglese, oltre a qualcuno in tedesco". Insomma, erano errori. Ma non solo: di questi 18mila, 12mila provenivano dall'Italia, 4mila dagli Stati Uniti, 2mila di origine sconosciuta e solo quattro dalla Russia.

Anche sul fronte dei contenuti, la situazione non è certo rosea per chi crede nell'esercito dei troll. Innanzitutto, i tre account più attivi hanno tra i 60 e i 90 followers: praticamente nulla viste le proporzioni del social network. Ma di questi tweet la politica è solo una minima parte e spesso anche contraria alla Lega o Cinque Stelle o favorevole proprio a giornalisti e intellettuali "mainstream". Curioso. Come curioso che proprio nei mesi prima delle elezioni appaiano solo tre tweet indiziati come presunti colpevoli di quest'ondata.

Che la Russia possa influenzare le elezioni altrui è possibile. Così come è possibile che utilizzi i social network. Del resto aziende che fanno questo lavoro esistono, come avviene a San Pietroburgo. Ma il rischio di trovare per forza un problema dove esso non esiste, è molto alto. Anzi, si arriva al paradosso di creare veramente delle fake news. Ma questa volta senza commissioni d'inchiesta per contrastarle, come quella voluta dal Partito democratico.