Uccise un fruttivendolo durante una rapina. Ora la Moldova lo libera

In Italia la Cassazione lo aveva condannato a 30 anni, ma due anni fa riuscì a ottenere l'estradizione

Uccise un fruttivendolo durante una rapina. Ora la Moldova lo libera

Nel 2007 aveva ucciso Giampaolo Granzo, un fruttivendolo veneziano di 39 anni. Lo aveva colpito alla testa, forse con una spranga, che gli aveva fracassato la parte posteriore del cranio. Ma il fruttivendolo morì soffocato dagli stracci che gli vennero infilati in gola per impedirgli di gridare aiuto.

Il delitto, conosciuto nella città lagunare come il delitto di San Leonardo, dal nome del rio Terà San Leonardo dove il fruttivendolo aveva il magazzino, rimase impresso a molti. Oggi l'autore di questo efferato crimine, Gheorghe Vacaru di anni 32, che avrebbe dovuto scontare 30 anni di reclusione è già libero e si trova in Moldavia.

«Aveva fatto la procedura per l'estradizione - ci conferma al telefono l'avvocato Mauro Serpico, che lo ha assistito nel processo a Venezia - e un paio di anni fa è stato estradato. Ora risulta libero, non sappiamo nemmeno se lì gli abbiano rifatto il processo». Il moldavo che era un dipendente di Granzo, dopo aver compiuto l'omicidio era fuggito nella sua terra in Moldavia. La polizia gli stette alla calcagna per un anno e mezzo e soltanto quando lui ritornò in Italia, riuscirono a braccarlo e quindi ad arrestarlo.

Era il luglio 2008. Lui probabilmente, il giorno del delitto, aveva anche altri complici che non vennero mai individuati. Vacaru per il delitto venne quindi condannato dalla Cassazione a 30 anni di reclusione. Poi era stato lui a chiedere di poter essere trasferito in Moldavia per finire di scontare il resto della sua condanna per omicidio volontario. Questo addirittura dopo che il 13 gennaio del 2009, due anni dopo il delitto, aveva anche tentato di evadere dal carcere di Santa Maria Maggiore nella città lagunare. Un tentativo costatogli un ulteriore anno di reclusione. Per questo patteggiò nel novembre 2012, quando ancora era rinchiuso nel carcere italiano.

Dopo otto anni quindi l'assassino torna libero. Per ora non è possibile sapere alcun dettaglio di cosa possa aver spinto i giudici moldavi a liberarlo. Nessun particolare è possibile apprendere per quanto attiene alla motivazione della liberazione del 32enne. Non si esclude che in Moldavia sia stata rivista la condanna definitiva inflitta dalla Cassazione italiana sulla base di quanto previsto da un accordo stipulato tra i due Stati. L'accordo recepisce una convenzione internazionale, quella sul trasferimento delle persone condannate. Convenzione adottata a Strasburgo il 21 marzo 1983 ed entrata in vigore in Italia nel 1989.

Per la vedova di Giampaolo Granzo, Romina Vianello, si riapre un incubo. «Io ho il terrore di questa persona ha raccontato la donna a Il Gazzettino perché non so cosa possa fare. Può espatriare? Può tornare in Italia? Non so cosa potrebbe fare mio figlio grande e cosa potrei fare io se ce lo trovassimo davanti. Non c'è mai stata una scusa per quel che è accaduto, né da lui, ne dalla sua famiglia il moldavo all'epoca aveva 23 anni ndr Questa persona che mi ha tolto un marito, che ha tolto un padre ai suoi tre figli, doveva prendere l'ergastolo, e invece non si è mai pentita, non ha mai fatto i nomi dei suoi complici e ora è libera. La vita di una persona vale otto anni di carcere? Questa sarebbe la giustizia?».

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