Ue, Iv minaccia: "Se testo su Recovery Fund in manovra non votiamo"

L’avvertimento del ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova sulla governance del Recovery Fund scuote governo e maggioranza. Cosa potrebbe accadere

Ue, Iv minaccia: "Se testo su Recovery Fund in manovra non votiamo"

Per il governo giallorosso questa conclusione dell’anno si preannuncia estremamente complicata. Il rischio concreto è che un "incidente" possa mettere fine all’esperienza del Conte bis. Il primo ed importantissimo appuntamento è fissato per il prossimo mercoledì’ quando al Senato si voterà sulla riforma del Mes. La maggioranza è spaccata. Il M5s, o almeno una parte di esso, sembra orientato a votare contro. Se così fosse, come ha spiegato Matteo Renzi, la crisi sarebbe inevitabile. Altro ostacolo per la tenuta dell’esecutivo è la governante sul Recovery Fund. Questa volta a mettersi di traverso è Italia viva.

Il partito di Renzi, infatti, potrebbe non votare l’emendamento sulla governance che dovrà guidare l'attuazione del Recovery plan. L’avvertimento sarebbe stato annunciato dal ministro dell'Agricoltura e capodelegazione di Iv Teresa Bellanova durante il Cdm che si è svolto oggi a Palazzo Chigi. "Il testo sulla governance è per noi inaccettabile. Esautora i ministeri e tutte le strutture dirigenziali, comprese quelle delle Regioni. Si pone attenzione alla struttura invece di stare al merito", ha poi spiegato la Bellanova che ha aggiunto come questa sia “un’operazione opaca con una norma che presenta evidenti profili di costituzionalità. Se dovesse essere inserito emendamento in Legge di bilancio, si valuti con attenzione, perché in Parlamento potrebbero mancare i voti".

Già in mattina il ministro con un messaggio sui social aveva reso pubblica la posizione del partito sulla questione. "Ad una prima sommaria lettura la bozza sulla governance del Recovery, inviata ai ministri stanotte, appare opaca e presenta profili di incostituzionalità. Non abbiamo alcun bisogno di strutture parallele, che esautorano ministri, ministeri e Parlamento, accentrando e spostando altrove il cuore del processo, decisivo per l'Italia dei prossimi 10 anni". Il riferimento della Bellanova è alla task force che si vorrebbe creare per la governante. "Non possiamo consegnare ad altri – ha poi puntualizzato il ministro - scelti non si sa come, le chiavi di casa. Oltretutto venendo meno in questo modo a uno degli obiettivi propri del Recovery: la riforma e il rinnovamento della pubblica amministrazione. Un obiettivo da cui non è possibile prescindere, che deciderà anche della qualità e capacità del Paese di affrontare le sfide che si aprono e che invece qui viene assolutamente trascurato e ignorato".

Con queste premesse si è svolta la riunione del Consiglio dei ministri per affrontare il tema della governance per il Recovery Fund. Riunione che si è conclusa con un sostanziale nulla di fatto. Come spiega La Presse le posizione nella maggioranza sono diverse. I più critici sono proprio gli esponenti di Iv in totale disaccordo con lo schema piramidale proposto dal premier, Giuseppe Conte. Nel lungo incontro, come racconta chi ha partecipato, c'è stata una lunga presentazione della bozza ma senza mai entrare nel merito delle decisioni.

È stato soprattutto il presidente del Consiglio ad avere la parola, per spiegare l‘origine del progetto sul Recovery Fund. L'idea resta quella di mettere a capo delle operazioni un Comitato esecutivo composto da presidente del Consiglio, ministro dell'Economia e ministro dello Sviluppo economico, con il ministro degli Affari europei, d'intesa con il responsabile della Farnesina, a fare da referente unico con la Commissione europea. Sotto questa struttura sarebbero previsti 6 esperti, uno per ogni cluster, che a loro volta potranno avvalersi di un'organizzazione che segua lo sviluppo dei progetti. Infine si pensa anche ad un Comitato di responsabilità sociale composto da rappresentanti delle categorie produttive, del sistema dell'università e della ricerca scientifica.

La tensione tra i partecipanti alla riunione era alta. Quando il clima stava iniziando a scaldarsi, l’incontro è stato chiuso per la notizia della positività al Covid-19 del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese. La discussione dovrebbe riprendere domani pomeriggio anche se è probabile che la partita non si chiuda prima di mercoledì. Un mercoledì che si annuncia di fuoco per il governo che dovrà superare anche l’esame Mes.

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