Cronache

Ue, vaccini dopo Natale. Lombardia: 305mila dosi. La Campania protesta

Il V-day simbolico entro il 2020, profilassi di massa a febbraio. In arrivo anche Moderna

Ue, vaccini dopo Natale. Lombardia: 305mila dosi. La Campania protesta

Un V-day prima di Capodanno per segnare insieme il riscatto dal coronavirus. L'Europa cerca coesione con la scelta di un giorno comune per una simbolica partenza unitaria della campagna vaccinale «europea». Se il 21, come sperato, arriverà effettivamente il via libera dall'Ema, tra il 26 e il 28 dicembre si procederà con le prime somministrazioni, anche in base a quante dosi sarà in grado di consegnare la Pfizer che ha sede in Belgio. Il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, assicura che «il giorno dopo la consegna siamo pronti a partire, con gli operatori sanitari e le Rsa. Io credo che già verso la fine di febbraio, con l'arrivo delle dosi di Moderna e di AstraZeneca saremo già alla vaccinazione di massa».

E proprio su Moderna si appuntano le aspettative più forti perché questo vaccino sarebbe in grado di immunizzare del tutto dalla malattia mentre altri proteggono soltanto dal rischio di aggravarsi.

Una sfida complessa di fronte alla quale siamo pronti. Almeno così garantisce il commissario straordinario, Domenico Arcuri. Certo è che soltanto da ieri è stato attivato il portale che raccoglierà le candidature per la somministrazione del vaccino, come previsto dal bando per ingaggiare 12mila infermieri e 3mila medici.

La campagna di vaccinazione in Italia partirà con 1.833.975 dosi. La successiva seconda fornitura garantita da Pfizer sarà di 2.507.700 dosi, che consentiranno nelle settimane successive di somministrare il richiamo. Si comincerà come già stabilito con operatori sanitari e sociosanitari. Poi ospiti e personale delle residenze per anziani e in generale le categorie più fragili.

Ieri in un incontro tra governo e regioni è stata confermata la suddivisione delle prime dosi sulla base delle richieste dei governatori. Verrà però consegnato soltanto il 90 delle dosi richieste perché si ipotizza che un 10 per cento almeno non sarà disponibile alla profilassi. Il maggior numero di dosi andrà al Lombardia: 304.955. All'Emilia Romagna, 183138. Al Lazio, 179.818. Al Piemonte, 170.995. Al Veneto, 164.278. Ma al governatore della Campania, Vincenzo De Luca, la divisione che gli ha assegnato 135.890 dosi, non è sembrata equa. De Luca ha espresso netta contrarietà «a un piano di attribuzione dei vaccini per la prima fase, non commisurato a criteri oggettivi di fabbisogno».

Arcuri nel presentare il piano aveva assicurato che: «a cavallo tra il secondo e il terzo trimestre del prossimo anno saremo potenzialmente in condizione di vaccinare la totalità della popolazione». Quindi per il commissario entro settembre dovremmo essere tutti vaccinati. Questo significa che se le vaccinazioni iniziassero effettivamente i primi di gennaio si dovrebbe sostenere un ritmo medio di 200mila inoculazioni al giorno per raggiungere il target di 60 milioni di italiani. Senza contare che alcuni vaccini, a cominciare da quello Pfizer, richiedono una doppia dose.

Insomma il traguardo annunciato da Arcuri appare molto ottimistico. Soprattutto rispetto alle dosi che in totale arriveranno in Italia visti i ritardi che ad esempio sono stati annunciati da Sanofi. E sempre che non ci siano interruzioni di percorso. Dopo le reazioni allergiche segnalate in Uk ieri anche un operatore sanitario in Alaska è stato vittima di una «seria reazione allergica» dopo aver ricevuto il vaccino contro il coronavirus di Pfizer. La notizia è stata data dal New York Times.

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