Le unioni civili dividono il Pd: Giovani turchi pronti all'assalto

La corrente dei giovani turchi va all'attacco dei cattodem: "Lo stralcio della stepchild adoption mina l'unità del Pd". Ma è il solito gioco delle parti...

Le unioni civili dividono il Pd: Giovani turchi pronti all'assalto

Acque sempre più agitate dentro il Pd. Dopo che la senatrice Monica Cirinnà, relatrice del ddl sulle unioni civili, ha detto che sta pagando “le porcate fatte dai renziani”, ora è la corrente dei giovani turchi a scendere in campo per difendere l’impostazione della legge.

Secondo il senatore Francesco Verducci, coordinatore nazionale della corrente ‘Rifare l’Italia’, (sulla carta il nome è questo) “lo stralcio della stepchild adoption renderebbe impossibile l'unità del Pd. Chi pensa che, aprendo sullo stralcio, si può salvaguardare la legge, si illude perché la legge crollerebbe. Si rischierebbe l'implosione".“Non prendiamo in considerazione una legge menomata", prosegue il senatore nel corso di una conferenza stampa sulle unioni civili tenutasi a Palazzo Madama in cui i giovani turchi hanno chiesto che il Parlamento "venga messo alla prova, con voto palese su tutta la legge” anche perché i voti di coscienza riguardano tutti e non una sola componente.

I giovani turchi, nel corso della conferenza, hanno spiegato che sulla stepchild adoption si può lavorare su alcune limature che riguardano l’utero in affitto, le adozioni e la legge 40. “È su questo -ha proseguito Verducci- che si costruisce l'unità del Pd, dato che è parte del programma elettorale e della piattaforma condivisa dai candidati alla segreteria alle primarie, non sullo stralcio”. Secondo i giovani turchi “una buona legge e l'unità del Pd possono stare insieme”. Ma è davvero così? Se il Pd stralcia la norma accontenta i centristi e gli alfaniani, rischiando di spaccarsi al suo interno e di perdere il voto dei vendoliani e dei Cinquestelle, di cui i dem ormai non si fidano più.

I cattodem al Senato sono una trentina, mentre i giovani turchi una quindicina ma al governo sono rappresentati dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e dentro il Pd dal presidente del partito, Matteo Orfini. A cinque mesi dalle elezioni amministrative pare difficile che una corrente così importante possa lasciare il partito, minando gli equilibri di governo e rischiando di perdere una pedina importante dentro l’esecutivo come quella del guardasigilli. Se Alfano non minaccia la crisi di governo per il ddl Cirinnà, perché dovrebbero farlo i giovani turchi, nelle cui fila c’è anche quel Khalid Chaouki che tanto scalpita perché venga abolito il reato di immigrazione clandestina? In pratica siamo al solito gioco delle parti tra i fratelli-coltelli democrat in attesa del colpo di teatro di Renzi, atteso per domenica quando si terrà l’assemblea nazionale del partito.

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