Un mese dopo la firma dell'atto che ha decretato la nascita del "Board of Peace" a Davos, in Svizzera, Donald Trump (nella foto) ospita a Washington la prima riunione ufficiale dell'organismo creato per supervisionare il cessate il fuoco, la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza. Un punto chiave dell'incontro è l'annuncio di alcuni degli aderenti a versare oltre 5 miliardi di dollari per la Striscia, come ha confermato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. Finora ad aderire al Board sono stati una trentina di Paesi. Tra i quali non ci sarà il Vaticano. "Ci sono perplessità" spiega il segretario di Stato Pietro Parolin. "È un'organizzazione legittima" ed è "profondamente spiacevole" la mancata presenza della Santa Sede, "perché la pace non dovrebbe essere una questione di parte, politica o controversa", hasottolineato la Leavitt. Secondo fonti di Bruxelles, il conteggio totale delle nazioni Ue presenti potrebbe arrivare a 13, più la Commissione europea (la presidente Ursula von der Leyen è stata invitata, ma invierà Dubravka Suica, commissario europeo per il Mediterraneo). Ci saranno Romania e Ungheria con una partecipazione a livello di capo di stato e di governo, Italia e Repubblica Ceca con i vice premier-ministri degli Esteri, Cipro invierà il ministro degli Esteri mentre la Grecia il viceministro. La Polonia sarà rappresentata dal consigliere della presidenza della Repubblica, e ci saranno anche Bulgaria, Slovacchia e Croazia. Olanda, Finlandia e Austria potrebbero invece inviare i loro ambasciatori in Usa. Il Board, di cui Trump si è nominato presidente a tempo indeterminato, prevede anche un comitato esecutivo in cui siedono nomi vicini al tycoon: dal genero Jared Kushner al segretario di Stato Marco Rubio, all'inviato speciale Steve Witkoff. Secondo l'edizione americana del Telegraph, la Casa Bianca vuole reclutare la criminalità organizzata e bande coinvolte nel traffico di droga per formare la nuova forza di polizia di Gaza. L'amministrazione Trump ha presentato piani per una nuova forza di sicurezza composta in larga parte da membri delle milizie armate anti-Hamas già esistenti, secondo diversi funzionari occidentali citati dal quotidiano. Israele, che si ritiene appoggi le proposte Usa, ha armato e supportato attivamente alcuni clan sin dall'inizio della guerra nel 2023. Intanto, ieri Hamas ha fatto pressione sul Board of Peace affinché costringa lo Stato ebraico a porre fine alle "violazioni in corso" dell'accordo di pace a Gaza.
"La guerra di genocidio contro la Striscia è ancora in corso con uccisioni, sfollamenti, assedi e fame, e non si è fermata fino a questo preciso momento", ha affermato il portavoce del gruppo, Hazem Qassem. Il quale ha pure chiesto all'organismo di facilitare l'ingresso del comitato di tecnocrati scelto per governare l'enclave e "porre fine alle sofferenze della popolazione".