Il velo di May(o): i 5S si intestano il ritiro dall'Afghanistan

Dal Movimento 5 Stelle esultanza per il ritiro dall'Afghanistan. Tra chi applaude Di Maio e chi ricorda una mozione di otto anni fa...

Il velo di May(o): i 5S si intestano il ritiro dall'Afghanistan

Sul concetto di verità, la filosofia si interroga da sempre. Cos'è la realtà? Esistono diverse realtà in base alle nostre coscienze? Schopenhauer per rispondere a questa domanda andò a scavare addirittura nella cultura indiana riscoprendo il concetto del velo di Maya, una sorta di schermo che non permette all'uomo di vedere la realtà così come essa è, ma semplice come si illude di vederla. Questo velo non ci permette di comprendere a fondo il reale, ma solo di percepirlo in maniera distorta, illudendoci o sognando che esso sia il mondo vero.

Dal velo di Maya al velo di Di Maio il passo non è certo breve. Ma fa riflettere l'esultanza che in questi giorni si percepisce nel Movimento 5 Stelle per l'annuncio del ritiro delle truppe dall'Afghanistan. Perché l'impressione è che ci sia una larga parte del Movimento che considera significativo il ruolo pentastellato, di Luigi Di Maio e dell'Italia nella decisione di ritirare le truppe occidentali dalla "tomba degli imperi". Una "guerra infinita" voluta dagli Stati Uniti e in cui solo gli Stati Uniti hanno il potere di decisione su ritiri e impegni dei contingenti. Eppure a quanto pare non è così per larga parte del mondo grillino, che esulta per questa scelta in cui (a quanto pare) il partito avrebbe avuto un peso. E grazie al partito l'Italia. Il ministro degli Esteri, in un post su Facebook, ha scritto che "la NATO ha scelto di lasciare l'Afghanistan" e che "lo abbiamo deciso ieri a Bruxelles dopo il vertice ristretto insieme ai ministri degli esteri di Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Turchia e successivamente nel vertice NATO allargato". Parole interessanti che però forse dimenticano il particolare della volontà di Joe Biden di ritirarsi dal fronte afghano (stesso desiderio del predecessore Donald Trump) e l'evidente peso specifico del pensiero del presidente Usa su quanto avviene in una guerra combattuta per l'intervento Usa.

Poi è arrivato il turno di Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri, che cala l'asso: una foto del 2013 in cui si ricorda che il primo atto depositato alla Camera dei Deputati nella storia del MoVimento 5 Stelle, una mozione per il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan. Si dirà che è una battaglia grillina e quindi si festeggia del risultato. No, perché Di Stefano dice qualcosa in più: "Ci sono voluti 8 anni. Otto lunghissimi anni di pressioni continue a tutti i livelli istituzionali possibili, nazionali e internazionali, ma alla fine questo momento storico è arrivato: come NATO abbiamo deciso di lasciare l'Afghanistan". Insomma, leggendo il post, e vedendo rimarcare questi "8 anni" si dovrebbe quasi dedurre che l'impegno grillino sia stato fondamentale. E che grazie a quello l'Italia e la Nato hanno deciso il ritiro.

E torniamo il velo di Maya (Maio). Possiamo illuderci che sia stata la Nato a decidere in maniera autonoma e in modo collettivo. Possiamo anche illuderci che il peso della mozione grillina sia servita a smuovere le acque e la Farnesina. Credere che la realtà sia fatta in un certo modo e convincerci che sia la verità è assolutamente lecito, anzi, è anche molto piacevole. Ma alcuni piccole annotazioni sono doverose. L'Italia, in cui i grillini sono al governo ormai da anni, è impegnata in Afghanistan da ormai venti anni e non ha mai ceduto ai suoi impegni, onorando anche col sangue il coinvolgimento nelle montagne afghane. Ma di certo non ha il potere di decidere le sorti del conflitto, tantomeno lo ha un partito che è nato come multipolarista e contrario alla politica americana e ora si accredita continuamente a Washington o come amico di Trump o come supporter di Biden.

Inutile girarci intorno: gli Stati Uniti hanno scelto di ritirarsi dall'Afghanstan - con una serie di interrogativi enormi ancora da risolvere. Che la Nato e l'Italia decidessero di fare lo stesso era abbastanza naturale. È lecito dubitare che al Pentagono abbiano pensato alle pressioni politiche dell'ala cinque stelle.

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