Vietato uscire dai Comuni. Ecco le aziende aperte

Stretta sugli spostamenti: una decina i diretti al Sud fermati. Da oggi si bloccano le imprese

Chiudono le aziende e la paura è per un nuovo esodo. Di un'altra ondata di persone nelle stazioni, come quella già vista la notte della grande fuga da Milano, quando migliaia di persone si riversarono al Centro-Sud. Si teme che ora siano i lavoratori delle aziende che si fermano a voler tornare a casa e di vanificare le misure di contenimento del contagio. Per questo in attesa della pubblicazione del decreto con cui il premier Conte ha dichiarato il rallentamento del motore produttivo del Paese, il ministro della Salute Roberto Speranza e quello dell'Interno Luciana Lamorgese ieri hanno diramato con urgenza un'ulteriore ordinanza immediatamente entrata in vigore che «vieta di spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso» da quello in cui ci si trova. Fatta eccezione per «comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza» o per motivi di salute. Il provvedimento è stato emanato nelle ore di attesa dell'entrata in vigore del nuovo dpcm che ha confermato la stessa misura: non sarà più consentito nemmeno lo spostamento per rientro nel proprio domicilio, abitazione o residenza. Il timore di un assalto alle stazioni era alto e per questo dal Viminale è stata disposta una intensificazione dei controlli anche sulla rete autostradale. A Milano una decina di persone sono state fermate perché volevano salire su un treno diretto a Salerno ma non avevano i requisiti. Scene di sconforto e pianto, a poche ore dall'annuncio drammatico del premier Conte di «chiudere, in tutta Italia, ogni attività produttiva non strettamente necessaria, non cruciale». Il decreto che prevede la «sospensione delle attività produttive industriali o commerciali» ad eccezione delle filiere considerate essenziali per il Paese, insieme con quelle che a monte ne consentano il funzionamento, è stato firmato ieri sera dal premier Conte dopo un confronto con il mondo delle aziende. E dispone lo stop da oggi fino al 3 aprile di ottanta tipologie di imprese. Quelle che si fermano, si legge nel decreto, «devono espletare le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo, compresa la spedizione della merce in giacenza». Restano aperti studi professionali, call center, uffici postali, edicole, distribuzione di giornali, alberghi, ingrosso di carta. Devono garantire però le procedure di sicurezza già disposte per i lavoratori.

SUPERMERCATI Aperti ipermercati, supermercati, discount, negozi che vendono alimentari e beni di prima necessità. Non ci saranno riduzioni di orario né chiusura domenicali. Resta in funzione poi tutta la filiera agroalimentare, dalla produzione all'ingrosso degli alimenti. Così come quella del commercio dalla produzione di plastica agli imballaggi.

FARMACIE E SANITARI Resta garantita, oltre a quella delle farmacie, «l'attività di produzione, trasporto, commercializzazione di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici». Aperte anche le aziende tessili, molte delle quali si sono riconvertite nella produzione di mascherine e dispositivi individuali.

EDICOLE E TABACCHI In Lombardia è stato disposto che si debba entrare entra uno alla volta e in generale si deve sempre mantenere il metro di distanza, ma i tabaccai restano aperti. Così come le edicole che vendono i giornali, considerati un servizio essenziale. In funzione ovviamente anche gli stampatori e i distributori di riviste e quotidiani. Così come la filiera dell'informazione.

MECCANICI Viene consentita l'attività dei meccanici per la manutenzione e riparazione di autoveicoli e «il commercio di relative parti e accessori».

PC E CELLULARI Aperti i negozi che offrono servizi di riparazione di computer e di telefoni, ma anche di elettrodomestici e di articoli per la casa.

BANCHE E STUDI PROFESSIONALI Banche e poste continueranno a funzionare, come i corrieri. Attività finanziarie e assicurative proseguono, così come quelle legali e contabili. Avanti anche studi di architettura e ingegneria, attività di ricerca e sviluppo, e di consulenza gestionale. La Lombardia invece ha sospeso le attività degli studi professionali, così come ha chiuso i cantieri edili e gli hotel.

TRASPORTO Il trasporto va avanti, anche marittimo e aereo, anche se le limitazioni al traffico e agli orari sono già state adottate dalle varie regioni.

COSTRUZIONI Restano in funzione attività di ingegneria civile, ma anche di installazione di impianti idraulici elettrici.

ALBERGHI Aperti alberghi e «strutture simili». Il potere dei prefetti è quello di requisire le strutture per farne alloggi di quarantena o edifici per fronteggiare l'emergenza.

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