La vita è avventura Ma la mia unica sirena sei tu, moglie mia

La risposta di Ulisse a Penelope scritta da Edoardo Boncinelli

La vita è avventura Ma la mia unica sirena sei tu, moglie mia

Mia adorata sposa, Penelope mia, non so se questa mia ti arriverà, affidata com'è a tante mani diverse, ma non riesco a fare di meglio. Fra la vittoria e il ritorno passerà un po' di tempo, temo, perché qualche dio mi si è messo di traverso. Lo avrò offeso, non so, d'altra parte il mio carattere lo conosci: risolvo i problemi complessi, ma sento un'irresistibile attrazione per le avventure e per cacciarmi nei guai. Già penso a nuove avventure dopo che sarò giunto a Itaca e sarò stato un po' di tempo con te, con Telemaco e il mio vecchio padre. Voglio vedere che cosa c'è oltre le colonne d'Ercole e prima o poi lo farò, a costo di finire in una remota Commedia di un autore italiano, che vedrà in me il prototipo dell'essere umano che sfida il mondo e non rinuncia a niente. Ma basta almanaccare. Per ora non penso ad altro che ad arrivare da te e accoglierti fra le mie braccia, come facevamo una volta, prima di questa maledetta guerra che ci ha travolto tutti e separate, per poco o per tanto, tante anime innamorate. Te ne voglio raccontare una curiosa. Ogni tanto incontro un vecchio cantore che sta celebrando tutte queste gesta e che sta mettendo insieme un cosiddetto poema. Omero, mi pare che si chiami, cieco e ramingo, ma eccellente ascoltatore e dotato compositore di ritmi e ornate favole. Di fatto ho l'impressione di vivere in un mito e in un'epopea che risuonerà eterna. Manchi solo tu, ma le cose devono per forza andare per il loro verso, e presto ci rivedremo, sposa, spasimante e fredda regina, costretta a dormire sola in un enorme lettone che io stesso ho fatto un tempo.

Non ti posso raccontare tutto quello che mi è capitato, ma sappi che ho avuto continuamente l'impressione che tu fossi accanto a me. Ti ho parlato. Ti ho raccontato di volta in volta quello che mi capitava, di bello e di brutto, e tutte le cose entusiasmanti che ho visto e sentito. Le volevo condividere immediatamente con te. Poi ce le racconteremo l'uno di fronte all'altra davanti al camino, come due … vecchi sposi. Siamo lontani, lo so, ma per me è come se tu fossi qui. Ti riempirò di fiori e di regali, perché tu, più di me, hai vinto questa maledetta guerra e ne hai sopportato le sventure. Ma ti prometto che Ulisse saprà ricompensarti di tutto, e ti porterà con sé nel mito. Anzi, no. Nella pace, nella gioia e nella serenità.

Stando così lontano, in mezzo a mille guai, credimi, mi riesce difficile immaginare che cosa mi attenderà in patria, nella mia casa, accanto alla mia sposa. E Argo come sta? Chi sa se si ricorderà di me? Quando lo facevo correre e correre nei prati e sulla terra prima che arrivasse quel tristo che mi mise Telemaco davanti all'aratro nel campo che io, fingendomi pazzo per non andare in guerra - che bella battuta che mi è venuta! - seminavo con larghi gesti di sale grosso. Se la vita è un'avventura, la mia - la nostra - è e sarà un'avventura meravigliosa. L'amore si sarà certamente rafforzato e ce lo godremo nella sua piena fioritura.

Tuo Ulisse, Nessuno per i nemici

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