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Le voci dalla capitale e le strade deserte. "Si aspetta di capire cosa accadrà oggi"

L'attesa, i timori per un possibile colpo di coda e la voglia di festa

Le voci dalla capitale e le strade deserte. "Si aspetta di capire cosa accadrà oggi"
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Nel giorno dell'operazione militare Usa e dell'arresto dei coniugi Maduro, il regime fa ancora più paura. Dopo una notte insonne, a Caracas si teme il colpo di coda della "bestia" morente. Lo capiamo parlando con un sacerdote di stanza nella capitale venezuelana che accetta di descrivere la situazione a patto di mantenere l'anonimato. "La città - ci spiega - è deserta e si attende di capire cosa succederà dopo stanotte". Anche lui è stato svegliato alle due dal rumore dei raid statunitensi, ma conferma la versione del presidente Donald Trump: "Non c'è stato alcun coinvolgimento di civili e sono state colpite solo le basi militari. La popolazione è tesa ma al momento non spaventata". Il popolo caraqueño se ne sta chiuso in casa, attaccato ai mezzi di comunicazione in attesa di capire come andrà a finire. Per il sacerdote locale, però, il regime non ha scampo e dovrà cercare la via della negoziazione. Proprio per questo il controllo nei confronti della popolazione rischia di diventare ancora più pressante. E la Chiesa cattolica è sorvegliata a vista. Di recente al cardinale Baltazar Porras, una delle voci più critiche, è stato ritirato il passaporto. Maduro, uno che già da ministro di Hugo Chávez definiva i vescovi "repellenti e indegni", ha accelerato le sue tendenze anticlericali negli ultimi anni. "Il regime - racconta il sacerdote di Caracas - ha sostenuto economicamente gli evangelici in funzione anticattolica". Il motivo è semplice: "Non sono scomodi come noi perché parlano solo di spiritualità ed evitano le questioni sociali". L'offensiva madurista ha lasciato ferite profonde nella Chiesa e i vescovi di nuova generazione si sono dimostrati molto meno combattivi dei più anziani. Gli effetti non hanno riguardato solo i vertici, ma anche le comunità di base. "La gente non si fida e persino quando siamo tra di noi, nelle parrocchie, si cerca di evitare di affrontare i temi politici", spiega il sacerdote. Nonostante ciò, la nostra fonte si dice convinta che la Chiesa avrà un ruolo molto importante nella transizione verso la democrazia specialmente perché è l'unica realtà in grado di attenuare il potere ricattatorio del regime che ha costretto metà della popolazione a dipendere persino a livello alimentare dallo Stato. Questo, però, non è bastato a Maduro per evitare la sconfitta alle elezioni del luglio 2024. "La gente - rivela il sacerdote venezuelano - è stata coraggiosa e ci sono barrios popolari in cui Maduro ha preso poche decine di voti. La vittoria dell'opposizione è stata schiacciante ma loro sono rimasti aggrappati al potere e così è aumentata la repressione". Non è più una questione politica e lo dimostra il fatto che il sacerdote non nasconde di essere stato un chavista convinto. Non c'è dubbio che tra la popolazione prevalga il sentimento di gratitudine per Trump. Nelle reazioni raccolte tra i residenti da Bbc Mundo è indicativa quella di María Hernández che inizialmente aveva pensato ad un terremoto, poi capendo il motivo delle esplosioni ha sentito l'impulso di "andare alla finestra e gridare di gioia perché il mio Paese sta per cambiare".

Per Marinellys Tremamunno, giornalista originaria di Caracas, "tutti i connazionali rimasti nel Paese che ho sentito sono concordi nel ritenere quella di ieri come una giornata di speranza, in cui si è risentito un senso di giustizia"

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