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Quella volta che Minniti disertò l'incontro con Gheddafi... per la Reggina

Marco Minniti, neo candidato alla segreteria del Pd e sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del governo D'Alema (1998-2000), nel suo ultimo libro ha raccontato un episodio particolare legato a quel periodo

Quella volta che Minniti disertò l'incontro con Gheddafi... per la Reggina

Marco Minniti, l'uomo forte per antonomasia della sinistra - o di quel che resta - e neo candidato alla segreteria del Partito democratico, nel suo libro "Sicurezza è libertà" ha raccontato un aneddoto curioso legato alla sua esperienza da sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo D'Alema. Era il 1999 e Minniti si trovava in Libia per una delicata missione istituzionale. Lo scopo era di incontrare Gheddafi per risolvere un problema diplomatico. Volato a Tripoli, Minniti rimase ad aspettare il Raìs diversi giorni. La pazienza era al limite quando, finalmente, il capo del cerimoniale libico gli disse che Gheddafi era disponibile.

Il giorno fissato dall'entourage di Gheddafi per l'incontro con il rappresentante del governo italiano era il 29 agosto. In apparenza, un giorno come un altro. Non per Minniti, dal momento che l'orario stabilito per il meeting coincideva con una partita di calcio. Anzi, "la" partita: quella tra la Juventus e la sua amata Reggina, il match di debutto in Serie A degli amaranto. Di qui il cortese - e coraggioso - rifiuto dell'allora sottosegretario, inflessibile nella sua volontà: "Mi dispiace, a quell'ora proprio non posso". Una mossa azzardata, da giocatore di poker. Gheddafi non era certo uomo abituato ad incassare dei no. "Trascorse un tempo infinito nel quale io e l’ambasciatore sapevamo con certezza di aver mandato a monte quell’appuntamento tanto cercato", si legge nel libro di Minniti, che racconta le ore di ansia e trepidazione vissute in compagnia dell'ambasciatore italiano in Libia.

Ma per fortuna dell'allora esponente del Pds, Gheddafi era anche lui grande appassionato di calcio, proprietario dell'Al-Ittihad di Tripoli e tifoso della Juventus (di cui nel 2002 sarebbe entrato in possesso di una quota societaria tramite il fondo d'investimento di famiglia). "Va bene, vediamoci questa notte", la risposta del Raìs. E doppio sospiro di sollievo per Minniti. Che così non compromise le relazioni diplomatiche ed economiche con la Libia. E poté pure vedersi in santa pace la partita, finita 1-1. Per Minniti e la sua Reggina, come una vittoria.

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