Dopo settimane di intensi negoziati, Mosca e Kiev rimangono lontane dalla pace. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sostiene di essere "al 10%" da un accordo con la Russia, ma allo stesso tempo avverte che le questioni più importanti rimangono irrisolte e che il suo Paese desidera la fine del conflitto, ma non "a qualsiasi costo". Un'intesa, ripete, necessita di forti garanzie di sicurezza per impedire alla Russia di invadere nuovamente, poi accusa Mosca di "portare deliberatamente avanti il conflitto nel nuovo anno", con oltre 200 droni lanciati principalmente contro le infrastrutture energetiche ucraine.
La Russia, da parte sua, ritiene Kiev responsabile dell'attacco con i droni nella parte occupata della regione di Kherson, che ha ucciso almeno 24 persone che stavano festeggiando il Capodanno. Secondo il governatore nominato da Putin, Vladimir Saldo, "il nemico" ha lanciato tre droni che hanno colpito un caffè e un hotel sulla costa del Mar Nero a Khorly, dove "i civili stavano festeggiando l'ultimo dell'anno". Nelle immagini che ha pubblicato su Telegram si vedono un edificio distrutto dalle fiamme, cumuli di macerie e corpi carbonizzati. Il ministero degli Esteri di Mosca accusa l'Ucraina di aver compiuto un "attacco terroristico", chiede alle organizzazioni internazionali di condannarlo e minaccia "conseguenze appropriate", sottolineando che Kiev vuole "sabotare deliberatamente qualsiasi tentativo di trovare una soluzione pacifica al conflitto". È la seconda volta in pochi giorni che la Russia accusa l'Ucraina, dopo la denuncia del raid contro una residenza di Vladimir Putin nella regione di Novgorod.
La Cia, tuttavia, ha stabilito che l'Ucraina non stava prendendo di mira la residenza, smentendo quanto affermato dallo zar del Cremlino nella telefonata con Donald Trump. Secondo dei funzionari statunitensi, il direttore dell'agenzia di intelligence, John Ratcliffe, ha informato il presidente americano sulla valutazione. Lunedì il tycoon si era detto "molto arrabbiato" per il presunto attacco riferito da Putin, ma ieri, pur non commentando direttamente la notizia, ha pubblicato sui social il link a un editoriale del New York Post che accusava lo zar di ostacolare l'accordo di pace e metteva in dubbio la veridicità della sua affermazione di essere stato bersaglio di un attacco. L'articolo afferma come "la fanfaronata dell'attacco di Putin dimostra che è la Russia a ostacolare la pace", spiegando che il blitz non è mai avvenuto e che si tratta probabilmente di "una narrazione inventata o abbellita" per boicottare l'iniziativa diplomatica dello stesso Trump e giustificare nuovi attacchi contro Kiev. "L'intera guerra di Putin è una menzogna", si legge nell'editoriale: "Proprio come fece in Alaska, al presidente russo è stata offerta la pace e invece ha sputato in faccia all'America".
Mosca ha usato il presunto attacco (come ha fatto ieri per quello nel Kherson) per minacciare di inasprire la propria posizione nei negoziati, ma non ha mai presentato alcuna prova concreta a sostegno delle proprie teorie. Al contrario, appunto, le conclusioni degli 007 statunitensi, riportate dai media, coincidono con la posizione degli ucraini che hanno categoricamente negato le accuse.