Gianandrea Zagato
Per calmare i bollenti spiriti della Margherita non cè di meglio che promettere una poltroncina. Copione andato in scena ieri a Palazzo Isimbardi, dove il segretario provinciale della Margherita - Patrizia Toia - e il capogruppo consiliare Ezio Casati hanno firmato la pace con Filippo Penati.
Unoretta nello studio del presidente e, oplà, nel cestino della carta straccia sono finiti i virgolettati grondati di rabbia per non aver ottenuto uno strapuntino o una deleghina in occasione del rimpasto di giunta. Nervi tornati saldi perché «il presidente ha prospettato maggiori responsabilità allinterno della Giunta». Quando? «Nei tempi opportuni» dicono allunisono Toia e Casati che, naturalmente, si sono «resi disponibili» a sottoscrivere lofferta dellinquilino di via Vivaio. Chiaro a tutti che in Provincia si continua nella politica dellallineati e coperti, quella che vede sempre più stretti i compagni di Rifondazione.
Ai peones comunisti non va giù di pagare il conto: quella delega (Demanio e Patrimonio) che Penati ha tolto allassessore di Rifondazione Bruno Casati non è roba da poco e, come chiosa Bruno Dapei, è «la rimozione di chi è contrario allistituzione della Provincia di Monza e Brianza».
Una poltrona per la pace con Penati?
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