Polverini, un appello agli elettori

Renata Polverini non ha alcun intenzione di mollare e nonostante le cattive notizie sul rigetto del ricorso per la lista provinciale del Pdl, chiama a raccolta i suoi sostenitori oggi pomeriggio alle 17 a piazza Farnese. «Saremo tantissimi, daremo la prova di forza della piazza» ha detto ieri nel corso della maratona oratoria. «I dibattiti politici, i ricorsi alle istituzioni - ha aggiunto - sono cose che riguardano noi ma con la gente dobbiamo proseguire la campagna elettorale».
Dalle parole ai fatti: ieri mattina di buon’ora, prima degli incontri istituzionali assieme al sindaco Alemanno, la candidata del centrodestra dopo l’Ospedale Israelitico ha visitato anche il Fatebenefratelli, all’Isola Tiberina. Il nosocomio è il quinto ospedale pubblico del tour di Polverini, dopo il San Camillo-Forlanini, il San Giovanni, il Policlinico Umberto I e il San Filippo Neri. Oltre a queste strutture nelle ultime due settimane la candidata si è recata in diverse cliniche private e convenzionate e nella sede dell’Ares 118 perché la sanità è il tema centrale della campagna elettorale. «L’assistenza domiciliare è una delle parti importanti della ristrutturazione del sistema sanitario che abbiamo in mente», ha detto la Polverini che ha accolto l’allarme del direttore generale della struttura definita “ospedale classificato”, Antonio Mastrapasqua che ha spiegato: «Avevamo un sistema di assistenza a domicilio finanziato dalla Regione per 120 pazienti oncologici. Da circa un anno la Regione ha interrotto i finanziamenti e noi stiamo continuando ad assistere queste persone, a oggi 80, perchè non riteniamo che la burocrazia debba uccidere i malati». Poi, casco in testa e camice bianco addosso, la candidata del centrodestra ha visitato, assieme al segretario regionale dell’Udc Luciano Ciocchetti la Clax Italia, una fabbrica di materiale plastico con sede a Pomezia, vicino a Roma. Dopo aver incontrato gli operai e i dirigenti dell’azienda, che produce metacrilato e conta 35 dipendenti, Polverini si è fermata a parlare. «Ho iniziato questa campagna elettorale all’insegna del cambiamento. È stato faticoso, ma l’ho fatto con passione e senso di responsabilità, per non essere più la rappresentante di una parte ma di un’istituzione che può dare a tutti un contributo decisivo». «Tutti i giorni ormai - ha proseguito - incontro persone, lavoratori, associazioni di categoria e nonostante, in questi ultimi giorni sia stata coinvolta in altri tipi di impegni, ho continuato a mantenere i miei appuntamenti. Nel Lazio c’è bisogno di dare risposte alle aziende come questa che sono importantissime per la nostra regione. Dobbiamo valorizzare quello che di bello c’è nei nostri territori».
Intanto il mancato accoglimento della lista del Pdl alle regionali ha provocato la protesta degli studenti universitari di Roma Tre che ieri mattina hanno occupano il Rettorato e il Senato accademico. In una nota, il coordinamento degli Studenti per la democrazia e per il merito spiega che la protesta nasce «per portare all’attenzione dei media e dell’opinione pubblica le rivendicazione racchiuse in un documento: voto libero per la prossima competizione per il rinnovo del Consiglio regionale del Lazio, obbligo per i docenti di timbrare il cartellino prima delle ore di lezione e di ricevimento, e un fattivo ricambio generazionale nell’interno corpo docente».

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