Pomigliano, precari Fiat nella stanza del sindaco

I trentotto ex lavoratori della Fiat di Pomigliano d'Arco avevano acceso un fuoco sul tetto del municipio, minacciando poi di darsi fuoco. Chiedono di essere reimmessi in organico dal Lingotto. A Termini Imerese operai bloccano i tir<br />

Napoli - Hanno occupato la stanza del sindaco i 38 ex lavoratori della Fiat di Pomigliano d’Arco (Napoli) che stamattina sono saliti sul tetto del Comune minacciando di darsi fuoco, per poi sfilare in corteo per le strade cittadine causando notevoli disagi alla circolazione per alcune ore. Gli operai sono tornati al municipio e si sono insediati nella stanza del sindaco Antonio Della Ratta, con il quale hanno discusso delle prossime iniziative da mettere in atto a sostegno della loro vertenza. I manifestanti chiedono la riassunzione nella Fiat: "Siamo anche disposti a trasferirci in un altro stabilimento - hanno spiegato - e anche ad aspettare il riavvio della produzione a Pomigliano d’Arco. Ma quello che ci serve è la disponibilità da parte del Lingotto a tenerci in organico".

Termini Imerese: tir bloccati Prosegue e si inasprisce la protesta dei lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese (Palermo) e dell’indotto. Le tute blu hanno bloccato stamani l’ingresso dei tir davanti i cancelli della fabbrica, impedendo l’ingresso ai mezzi pesanti che trasportano i pezzi di assemblare. L’obiettivo è quello di terminare le scorte e di bloccare così la produzione della Lancia Ypsilon. Intanto continua la protesta di un gruppo di operai della Delivery Email, che da otto giorni vivono sul tetto di un capannone, dopo essere rimasti senza lavoro a causa della revoca della commessa all’azienda da parte del Lingotto. Le mogli degli operai hanno organizzato un sit-in davanti ai cancelli della fabbrica.

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