Ponte Stretto, Matteoli: "Sarà finito tra sei anni"

Il ministro delle Infrastrutture: "I lavori del ponte di
Messina inizieranno il 23 dicembre di quest’anno e termineranno
nel 2016". Sei anni, quindi, per ultimare la grande opera che unirà la Calabria alla Sicilia. L'Idv: "E' un monumento di regime"

Roma - Il 23 dicembre cominceranno i lavori per il ponte sullo stretto di Messina. Entro sei anni la grande opera, fortemente voluta dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sarà ultimata. A dettare l'agenda dei lavori è il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, in un'intervista a SkyTg24. Già nei giorni scorsi proprio il premier aveva invitato l’Italia a svegliarsi da un "lungo sonno" che ha portato anche a "condizioni di bilancio negative". "Dobbiamo fare i conti con il debito pubblico che abbiamo ereditat - aveva puntualizzato Berlusconi - ma questo non deve impedirci di innovare e di rimuovere e gli ostacoli".

Berlusconi: "Un'opera che rilancia l'Italia" Il Ponte sullo stretto di Messina va nella direzione di rilanciare l’economia del meridione. Nel corso di una conferenza stampa a Sofia, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, torna a sottolineare l'importanza del ponte di Messina per rilanciare l'economia del Mezzogiorno. "Il Ponte sullo stretto e la Banca del Mezzogiorno - spiega il premier - sono iniziative che vanno nella direzione di una ripresa del nostro Sud che è sempore la nostra preoccupazione e la cui ripresa riteniamo fondamentale per la ripresa e tonificazione dell’economia italiana".

Idv: "Monumento di regime" "Un monumento di regime che collegherà il nulla al nulla. Intanto compriamo la frusta, poi penseremo al cavallo". È quello che, secondo il presidente del gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, "deve aver rimuginato tra sé e sé Berlusconi prima di dare il via alla posa della prima pietra, il prossimo 23 dicembre, per il megaponte sullo Stretto". "Così com’è stato ideato il progetto, senza pensare prima a tutte le altre infrastrutture più che necessarie sull’una e sull’altra sponda - sottolinea Belisario - finirà per diventare la solita cattedrale nel deserto di questo nostro Sud tartassato. La Salerno-Reggio Calabria è tutt’ora un miraggio; la ferrovia lungo la costa tirrenica ricorda quelle del Far West; non parliamo delle altre strade e di tutti quei servizi che determinano la modernità di un Paese".

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