Popolare, internazionale e socialista Ora Strauss-Kahn diventa «pericoloso»

Vive lontano da Parigi da anni, ma i francesi conoscono bene il suo nome. Dominique Strauss-Kahn, capo del Fondo monetario internazionale e politico di quella sinistra che sta per assestare un duro colpo al presidente Nicolas Sarkozy, è sempre più celebre in patria e all’estero. Domenica la Francia vota al secondo turno delle regionali, ma l’astensionismo e i sondaggi contrari raccontano già un grosso insuccesso del partito di maggioranza, l’Ump. Comunque vada, chiuse le urne si apre con largo anticipo la corsa alle presidenziali del 2012. Se è ancora troppo presto per dire chi sarà il rivale socialista di Sarkozy, iniziano a delinearsi i contorni di una gara interna al partito di Madame Aubry, che andrà alle primarie nel 2011.
Il primo fastidio per Sarkozy rischia di arrivare dall’America, dal signor Strauss-Kahn. Un sondaggio Csa di gennaio rivela che, se si votasse adesso, il leader del Fmi batterebbe il capo di Stato con il 52% delle preferenze. Un’altra rilevazione statistica, pubblicata dal Point, mostra che Strauss-Khan, nonostante sia a Washington dal novembre 2007, è il politico più amato dai francesi. Il 57% appoggia Dsk, come amano chiamarlo i mass media dell’Héxagone.
«Mandarlo a Washington era pianificare un esilio dorato - ha detto a Business Week Laurent Dubois, professore di Sciences-Po -. Sarkozy ha creato un potente rivale presidenziale. Se Dsk fosse rimasto in Francia, sarebbe stato un candidato socialista tra tanti». Invece, la crisi finanziaria ha dato visibilità a un segretario generale che, per molti economisti, si è comportato bene alla testa del Fmi e che i francesi ancora ricordando come un ministro dell’Economia, nel governo di Lionel Jospin del 1997, capace di rafforzare il Pil e diminuire la disoccupazione. Il 60enne è anche molto chiacchierato a causa di un debole per le donne: sposato con una giornalista tv, è stato al centro di un’inchiesta del Fmi nel 2008 per una liaison clandestina con una dipendente e, scriveva nel 2009 Le Point, avrebbe addirittura litigato nei bagni del G20 di Pittsburgh con Sarkozy accusando il suo entourage di volerlo annientare politicamente con il gossip. Mentre i socialisti si rafforzano in casa dopo tre sconfitte consecutive alle presidenziali, non sono in pochi a dire che le credenziali internazionali del leader del Fmi possano ingolosire i frammentati vertici del partito, nonostante le sue posizioni troppo a favore del libero mercato. «C’è il mistero Strauss-Kahn - dice Daniel Boy, ricercatore del Centre de Recherches Politiques al Giornale - tornerà o resterà al Fmi? Ora non c’è che lui in grado di battere Sarkozy. Per i socialisti potrebbe essere la soluzione. A condizione che non torni troppo tardi».
Il suo mandato al fondo monetario scade infatti nell’ottobre 2012, due mesi dopo l’elezione presidenziale in Francia. Finora, Dsk non ha mai parlato di lasciare il posto in anticipo, anche se a febbraio, intervistato dalla radio francese, ha detto: «Intendo portare a termine il mio mandato. Ma alla domanda se in certe circostanze potrei riconsiderare la questione, rispondo sì». Le circostanze favorevoli, secondo alcuni mass media francesi, sarebbero garanzie di successo alle primarie (che però per la prima volta saranno aperte agli elettori). E, scrivono i cronisti politici in Francia, in questo senso sarebbero già in atto alleanze sottobanco. Secondo il Nouvel Observateur, Martine Aubry, l’ex primo ministro Laurent Fabius e Dsk sarebbero d’accordo: tra noi niente guerra. Si candiderà soltanto il più forte.

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