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«Porto la rivoluzione nel nostro calcio: il rispetto del diritto»

Presidente Tommasi, dopo aver lanciato a Beretta il guanto di sfida, cosa si aspetta?

«La nostra posizione è chiara, Spero che le componenti della Lega si ricompattino e mi stupisce che certe parole arrivino da chi a dicembre ha firmato l’accordo sul contratto collettivo scaduto nel giugno 2010».

Non è che lei abbia gridato il solito “al lupo al lupo” come a dicembre, per poi fare marcia indietro come ha sempre fatto l’Aic nella gestione Campana?

«C’è già un accordo scritto e noi vogliamo partire con il contratto collettivo in tasca, non sarebbe corretto fare altrimenti ma restiamo fermi sulle nostre decisioni. Anche il presidente federale Abete si è esposto, appoggiandoci».

Scusi Tommasi, lei è considerato un buono, un calciatore dall’animo nobile, ai mondiali la chiamavano “chierichetto”, come fa ora a trasformarsi in rivoluzionario?

«Voglio fare una rivoluzione per le cose giuste, per il diritto e per non disattendere le aspettative dei miei ex colleghi».

Qual è il nodo che impedisce la firma della Lega e chi sono i presidenti che si oppongono?

«L’accordo economico è stato trovato un anno fa e siamo in disaccordo sull’articolo 7, la norma sui fuori rosa: è diritto di ogni calciatore allenarsi con la prima squadra. Purtroppo in alcuni club avvengono palesi discriminazioni. Lotito ha la delega per discutere, è contrario con pochi altri presidenti».

Siete ritenuti una casta, dove il più povero porta a casa un milione l’anno. Chissà cosa ne pensano i cassaintegrati e i precari.

«Noi una casta? Sembra che i contratti dei calciatori siano una loro colpa e per questo non possono parlare. Ho letto e sentito fare confronti con altre categorie di lavoratori, ma questa è solo pura demagogia che lascia il tempo che trova. E comunque quel che ci preme non è rispondere a certi politici ma far si che arrivi questa firma».

Lei ha girato 19 ritiri di serie A. Tutti d’accordo?

«Domani (oggi per chi legge, ndr) completerò col Novara e tutti i capitani e i giocatori sono d’accordo sulla nostra presa di posizione».

Non è che si è dimenticato della serie B e dei poverelli di Lega Pro? E i dilettanti chi li tutela?

«Dopo l’accordo con la A, firmeremo subito con la Lega di B. Con Macalli e la Lega Pro abbiamo già un accordo di collaborazione e il dialogo è costruttivo. Quanto ai dilettanti, l’Aic ha predisposto una apposita struttura e presto apriremo un tavolo col presidente Tavecchio per parlare anche di calcio femminile e calcio a 5».

E come la mettiamo con il nuovo sindacato, l’Anc di Buffon, presente a Coverciano con Paolo Conti?

«Rapporti buoni, ma la voce deve essere univoca, la nostra».

Prandelli e Riva le hanno dato solidarietà. Soddisfatto?

«Sì e credo che la firma possa arrivare prima dell’inizio del campionato visto che la Lega di A ne discuterà nell’assemblea del 19 agosto».

Lei però continua a giocare?

«In Prima categoria nel Sant’Anna d’Alfaedo con i miei fratelli, una squadra delle mie parti».

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