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Marco Masini

"Porto il sound di sempre perché non amo le mode"

Domani sera il cantautore Marco Masini in concerto ad Assago nel tour per celebrare i suoi 35 anni di carriera

"Porto il sound di sempre perché non amo le mode"

"Mi piace definire questo live una fotografia ingiallita dal tempo, ma dalla definizione in 4K. Di quelle che trovi nel cassetto e ti riportano alla mente tanti ricordi, però precisi e nitidi come solo l'ultima tecnologia sa fare". Marco Masini è cantautore legato visceralmente alle proprie canzoni, ama scrivere da sempre, da quando aveva undici anni e cercava di capire se, come dice lui, "con la musica avrei potuto davvero campare". È per questo che all'Unipol Forum di Assago, per il concerto di domani sera, ha studiato una scaletta dove gli arrangiamenti e il sound non sono mutati di un millimetro rispetto alle origini.

Ha uno spirito conservatore nella musica?

"Piuttosto non mi piace vestire di suoni condizionati dalla moda le mie canzoni. E neppure trasformarle a livello armonico. La mia attitudine è una forma di rispetto: verso le canzoni e verso il pubblico".

Il suo "Ci vorrebbe ancora il mare Tour" è partito a luglio e marcerà fino a dicembre, spazi e palazzetti pieni per celebrare 35 anni di carriera. È la risposta che si aspettava dal pubblico?

"Nel cuore me lo sentivo. Oggi lo vedo come un ulteriore step in una mia vita professionale che regala sempre sorprese, e le sorprese portano stimoli nuovi. È un obbiettivo raggiunto".

Qualche altra sorpresa stimolante?

"Sicuramente la mia nuova amicizia con Fedez, il duetto fatto con lui al Festival di Sanremo con quella che è stata definita la versione 2.0 di Bella stronza, l'aver collaborato musicalmente con il suo team, nel quale spiccano giovani produttori con una visione e dei metodi diversi dai miei. Misurarsi con altri mondi è sempre importante".

Nel live di Milano sono attesi ospiti: Fedez potrebbe salire sul palco?

"Sì, potrebbe esserci qualche amico e collega. Ma non voglio darlo per sicuro".

Milano non è mai una tappa come le altre per un musicista e cantautore: con quale spirito ci arriva?

"Agli esordi ero adolescente e passavo molto tempo a Milano. Fabio Boldi, fratello del celebre Massimo, mi convinse a entrare nell'etichetta Ricordi. Oggi salgo a Milano non necessariamente per motivi musicali ma di amicizia con tante persone".

Da tifoso della Fiorentina, sale a Milano proprio a poche ore dalle polemiche per quel rigore dato al Milan a San Siro.

"Sono tifosissimo della Viola ma anche appassionato del bel gioco e la mia squadra non ne sta facendo. Abbiamo perso non per quel rigore ma per non aver giocato. Fortunatamente non ho visto la partita in diretta perché ero in concerto a Lugano".

Tornando al suo concerto: c'è un brano, tra quelli in scaletta in questo live, che la diverte eseguire?

"Una canzone che mi soddisfa parecchio interpretare è Il Giardino delle Api, nemmeno uno dei miei brani più celebri. C'è un perché: io adoro il suono dell'organo Hammond, e mi piace suonarlo, pur non essendo John Lord dei Deep Purple. In questo brano, contenuto in un medley, lo faccio nel finale".

Progetti?

"Continuo a scrivere, ovunque, anche in taxi. E anche questa volta sono salito in anticipo a Milano, per chiudermi in studio. Ho canzoni che stanno crescendo e che diventeranno un album".

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